Esercizi yoga per la salute delle nostre articolazioni

articolazioneDa settembre inizierà una serie di nuovi seminari monotematici: vi presento il primo: domenica 12 ottobre dalle 10 alle 12 a Luzzara c/o Studio Lotus. Per informazioni info@claudiaboni.it.

ESERCIZI YOGA PER LA SALUTE DELLE NOSTRE ARTICOLAZIONI

Lavoro mirato su tutte le articolazioni del nostro corpo, per liberarle, renderle più elastiche e meno rigide,   contribuendo a liberarci di molti dei più comuni dolori e impedimenti nel movimento

Le articolazioni consentono il movimento delle varie parti del nostro corpo, se non ci fossero saremmo fermi come alberi.
Rappresentano l’azione e la flessibilità.

I problemi articolari si manifestano come infiammazione e dolore che limitano i nostri movimenti e che contemporaneamente rispecchiano il nostro irrigidimento intellettuale, comportamentale ed affettivo. Possono cioè rispecchiare un nostro atteggiamento nella vita, dove abbiamo chiuso il cuore, i pensieri sono diventati freddi e duri nei confronti di una persona, della vita o di una situazione.

Per chi ha raggiunto una certa età, i primi segni dell’usura del proprio corpo si notano proprio dalle limitazioni e dalla scarsità di lubrificazione delle articolazioni, oltre che da altri deficit collegati all’avanzare dell’età.

Da un punto di vista più “sottile”, a causa di problemi psicologici o dovuti ad una eccessiva acidificazione del corpo, alla presenza massiccia di tossine, o a stili di vita squilibrati, l’energia che scorre all’interno del corpo e soprattutto quella presente nelle articolazioni, può arrivare a bloccarsi. Ciò crea inizialmente rigidità, tensione muscolare e circolazione sanguigna scarsa, fino a cronicizzarsi in artrosi.

Inoltre le attività sportive praticate spesso in maniera eccessiva e maniacale, lo spirito di competizione, hanno portato molti atleti professionisti e non, a misurarsi in sfide all’impossibile mirando alla quantità e non alla qualità.
L’attività fisica è importante per la salute, ma è altresì importante preservare il corretto funzionamento della nostra struttura articolare.

Il liquido sinoviale che circonda i tessuti cartilaginei favorisce la mobilità dell’articolazione diminuendo l’attrito, e tale liquido viene attivato e messo in circolo grazie soprattutto ad una varietà e costanza di movimenti utili per la mobilità articolare.
In pratica si capisce come “maggior movimento articolare, significa maggior lubrificazione delle articolazioni, con la conseguenza positiva di un miglior funzionamento”!

La pratica regolare di questi esercizi, rimuove dal corpo i blocchi energetici e fisici e ne previene la formazione di nuovi, in questo modo promuove una salute globale regolando e stabilizzando l’energia,  fornendo  morbidezza e  flessibilità a tutto il corpo.

 

Lo yoga migliora la qualità della vita a 360°

yogaLo yoga non solo può essere utile nel ridurre il dolore, soprattutto se cronico, ma è in grado di migliorare in modo significativo anche la qualità della vita in generale. Uno studio qualitativo sugli effetti dello yoga su pazienti affetti da dolore cronico ha evidenziato come questa pratica migliori la qualità della vita a 360 gradi. I partecipanti hanno riferito di sentirsi più in equilibrio, di essere pùi consapevoli di sè e del proprio corpo, di essere capaci di resistere maggiormante a situazioni di stress, di provare meno dolore  e di  sentirsi in grado di affrontare meglio le situazioni difficili della vita.

A condurre questo studio  sugli effetti dello yoga su pazienti con dolore cervicale cronico, sono stati alcuni ricercatori del Dipartimento di Medicina Interna e Integrativa della Facoltà di Medicina  dell’ Università di Duisburg-Essen,   Gerhard Kienle Chair of Medical Theory, Integrative and Anthroposophic Medicine
I risultati completi sono stati pubblicati sul The Journal of Alternative and Complementary Medicine.

I risultati finali hanno mostrato che, come riferito dai partecipanti, vi erano stati cambiamenti su più dimensioni dell’esperienza umana. A livello fisico, ad esempio la maggioranza dei partecipanti ha riferito una maggiore  consapevolezza del proprio corpo, sia durante la pratica yoga che nella vita quotidiana.
A livello emotivo, invece, hanno notato una maggiore accettazione del dolore e nei confronti dei pesi della vita.
Socialmente, hanno sperimentato una rinnovata partecipazione a una vita attiva, che era stata intaccata dalla condizione patologica.

Ancora una volta, dunque, lo yoga ha dimostrato di essere una disciplina che può offrire molto a tutte le persone, e soprattutto a quelle che hanno problemi di salute, sia mentale che fisica.

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fonte:

http://www.lastampa.it

La comodità nell’asana

Anche le posture più spettacolari dello Yoga, per un vero yogin non comportano mai particolari sforzi da turbare la sua tranquillità.

L’asana è un atteggiamento del corpo che può essere mantenuto a lungo, con stabilità e comodità.  A seconda della persona e della sua esperienza personale, è certamente possibile per ognuno eseguire asana di un livello di complessità a lui consono, mantenendo dentro di sè questo atteggiamento di agio e calma.

Alcune posture possono essere eseguite con atteggiamento di rilassamento, altre richiedono un maggiore lavoro fisico, ma occorre creare sempre una condizione di minimo sforzo, dove i muscoli che non sono interessati al movimento o al mantenimento della postura, devono essere  rilassati.

Il fatto che non si sente il bisogno di sciogliere l’asana in breve tempo, come se la posizione stesse diventando più riposante con il trascorrere del tempo, è un chiaro segnale  che si sta praticando correttamente e che il corpo abbandona le sue contrazioni e tensioni.

E’ utile nell’eseguire le posture di “non pensare di eseguire”, ma di “lasciare eseguire” la posizione, rimuovendo gli ostacoli dati dalle tensioni e rigidità, senza decidere l’intensità del movimento: è il corpo che decide il punto massimo perchè sa fin dove può arrivare , mentre la mente è piena solo di pregiudizi e di spirito di competizione.

Si ottengono i migliori risultati “smettendo di fare” anzichè “facendo”, anche se questo può sembrare un paradosso.