E’ ufficiale: anche la scienza conferma che lo Yoga è meglio di un antidepressivo

imagesLa pratica dello yoga abbinato a una respirazione profonda e alla meditazione ha alleviato i sintomi della depressione in numerosi pazienti diventando così un valido trattamento naturale. Ci sono diversi studi oramai che lo dimostrano.

Il dottor Delia Chiaramonte, direttore dell’istruzione, presso il Centro di Medicina Integrativa presso la Facoltà di Medicina dell’Università di Maryland, afferma che poiché la pratica dello yoga combina sia l’esercizio fisico che la meditazione, a suo avviso dovrebbe essere considerata come un trattamento aggiuntivo per la depressione. Può essere utilizzato insieme ad altre forme di esercizio, strategie cognitive, meditazione, immagini guidate e in casi gravi, farmaci antidepressivi.

Il dottor Chris Streeter, professore associato di psichiatria e neurologia presso la Boston University School of Medicine, spiega che lo Yoga e la respirazione colpiscono il sistema nervoso autonomo, e se il sistema nervoso autonomo è equilibrato il resto del cervello funziona meglio.  Secondo la ricerca il 40% delle persone che usano antidepressivi non riescono a riprendersi completamente dalla depressione.  Lo yoga può essere considerato come un bastone che aiuta nel disagio più profondo, ed è un’altra voce che si può aggiungere al regime di trattamento e che potrebbe sicuramente aiutare a stare meglio.

“Gli esseri umani sono animali emozionali complessi. Il nostro comportamento è direttamente controllato dal sistema nervoso centrale, dal sistema nervoso autonomo e dal nostro sistema ghiandolare. Quando questi sistemi di controllo sono fuori equilibrio, si avverte un’ampia gamma di emozioni dal nervosismo alla rabbia all’ansia e alla depressione.”  Conclude Il dottor Gregg Biegel, medico ed istruttore di Kundalini yoga affermando che la pratica dello yoga può aiutare a regolare e bilanciare i sistemi di controllo del corpo incorporando il respiro e il movimento.

Uno studio pubblicato sul Journal of Clinical Psychiatry da ricercatori della Perelman School of Medicine dell’Università della Pennsylvania, aveva messo in evidenza quanto lo yoga sia positivo per chi soffre di depressione maggiore. Nel corso della ricerca solo il gruppo di pazienti che aveva seguito sessioni di yoga regolarmente  aveva ottenuto miglioramenti.

Un ulteriore studio, pubblicato nel Journal of Alternative and Complementary Medicine e riportato dal Time ha preso in esame un campione di 30 persone di età compresa tra i 18 e i 64 anni con la diagnosi di depressione. I partecipanti che avevano frequentato almeno tre o quattro lezioni settimanali di yoga anche a casa, dopo circa tre mesi, avevano notato una diminuzione del disagio di almeno il 50%.

Fonte:

http://time.com/4695558/yoga-breathing-depression/

 

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Lo Yoga integrato riduce non solo l’ansia ma anche l’infiammazione

meditazione-586x434Articolo di Francesco Bottaccioli

Uno studio anticipato online  da uno dei gruppi di ricerca più accreditati su scala mondiale, quello della celebre coppia Janice Kiecolt-Glaser e Ronald Glaser, psichiatra lei e immunologo lui, entrambi dell’università statale dell’Ohio, documenta che lo yoga è in grado di ridurre l’infiammazione sotto stress. Indagati due gruppi: uno di novizi, composto da 50 donne quarantenni alle prime armi in fatto di yoga, e l’altro di 25 esperti. Diverse le misure biologiche e fisiologiche realizzate sia in condizioni normali che in una sessione di stress sperimentalmente indotto. Questi i principali risultati: le novizie, paragonate alle esperte, hanno mostrato sotto stress un incremento del 40% nella produzione di interleuchina-6 (IL-6) e un aumento di quasi 5 volte della proteina C reattiva (PCR). Sia l’IL-6 che la PCR sono due importanti indici infiammatori che, in questo caso, testimoniano un’attivazione senza ragione del sistema immunitario che può avere importanti effetti negativi sulla salute. Interessante è il fatto che tutti i partecipanti allo studio hanno praticato quello che si può chiamare Yoga integrato o anche Yoga classico che è composto – secondo l’antico insegnamento di Patañjali, a cui sono attribuiti gli Yogasutra (195 aforismi sullo Yoga) databili II sec. avanti Cristo- di posizioni del corpo (asana), di controllo del respiro (prānāyāma), di concentrazione (dhāranā) e meditazione (dhyāna). Questo tipo di yoga sta soppiantando, almeno negli Stati Uniti, il cosiddetto Hathayoga basato pressoché esclusivamente su posizioni del corpo, spesso eccessivamente forzate. Negli ultimi anni invece la pratica è quella di unire posizioni dolci con tecniche del respiro e meditative. Anche gli studi clinici e sperimentali privilegiano questo approccio. Oltre al lavoro sopra ricordato, abbiamo una serie di studi che possiamo organizzare in due grandi categorie: yoga in condizioni fisiologiche e yoga in corso di malattie. Nel primo gruppo, la condizione più interessante è certamente quella della gravidanza. Qui abbiamo studi di Università indiane, come quella di Bangalore, e di Università americane che documentano una forte riduzione dell’ansia, dello stress nonché del dolore fisico che spesso accompagna il secondo e il terzo trimestre della gravidanza. Questi studi sono stati fatti paragonando lo yoga ai classici corsi prenatali della medicina occidentale: una gara che si è conclusa con punteggi tennistici a favore dello yoga. In forte sviluppo anche l’uso di tecniche di yoga integrale tra i ragazzi dei quartieri difficili delle metropoli americane come il Bronx. Infine, lo yoga e la meditazione vengono sempre più applicati in corso di disturbi come le vampate in menopausa o in quelli ben più gravi che accompagnano il cancro. Recenti studi randomizzati controllati hanno documentato in donne sottoposte alla terapia standard per il cancro al seno una significativa riduzione di ansia, stress, depressione e un aumento dell’energia e del benessere in generale. Insomma uno strumento di benessere da applicare su larga scala.

RIPRODUZIONE RISERVATA PUBBLICATO SU LA REPUBBLICA DEL 26.01.2010

Lo yoga nella 3° età

yoga3etaLo yoga è una disciplina che è adatta e ci aiuta a trovare equilibrio e benessere in ogni età e in ogni circostanza. Numerose ricerche dimostrano quanto sia importante praticare lo yoga  anche quando non si è più giovani  e come questo contribusica a  mantenere un corpo sano funzionale e  flessibile .

Previene e aiuta per il mal di schiena correggendo posture sbagliate e rafforzando la muscolatura di sostegno alla colonna vertebrale. Diminuisce lo stress, la stanchezza, allevia rigidità e dolori, favorisce una migliore mobilità delle articolazioni, migliora l’equilibrio, riduce i rischi cardio-circolatori, apporta maggiore ossigeno nel sangue, è un valido aiuto in menopausa per i disturbi principali legati a questo periodo della vita della donna .Tutto ciò si traduce in un generale aumento della qualità della vita dell’anziano, con ripercussioni positive sull’autostima, sull’umore e sull’equilibrio interiore.

Non sono necessarie doti atletiche per praticarlo e anche se non si riesce a fare posizioni avanzate o a mantenerle a lungo, rispettando i propri limiti e i propri tempi e praticandolo con costanza in breve ci si sentirà più attivi e con un migliore equilibrio psico-fisico ricostruendo forza e flessibilità entrambe necessarie e complementari  per un benessere generale.

C’è un detto secondo cui la nostra età è rappresentata da quella che ha la nostra colonna vertebrale in termini di flessibilità ed elasticità. Ed eseguendo le posizioni yoga, si permette alla colonna di svolgere tutti i movimenti necessari al mantenimento della sua elasticità e flessibilità.

Lo Yoga Nidra è efficace anche per i problemi mestruali

Secondo uno studio condotto di recente, lo yoga nidra è in grado di agire positivamente sugli squilibri ormonali che potrebbero provocare dismenorrea (dolori mestruali), oligomenorrea (intervalli eccessivamente lunghi tra una mestruazione e l’altra), menorragia (perdite ematiche troppo abbondanti) e metrorragia (sanguinamento al di fuori dei giorni delle mestruazioni).

Lo studio in questione è stato condotto da parte dei ricercatori della Chhatrapati Sahuji Maharaj Medical University, nello Stato di Uttar Pradesh, situato nell’India Settentrionale, ed i relativi risultati sono stati pubblicati tra le pagine della rivista scientifica Journal of Alternative and Complementary Medicine.

I ricercatori hanno deciso di intraprendere il proprio studio sottoponendo ad uno specifico programma un nutrito gruppo di donne in età fertile con problemi di irregolarità mestruale, composto da sessioni di yoga nidra della durata di 35-40 minuti a cui partecipare per cinque volte alla settimana, nel corso di sei mesi.

Tra le donne partecipanti al programma di yoga, rispetto a coloro che non vi avevano preso parte, in quanto costituenti un gruppo di controllo, sono stati riscontrati mutamenti a livello ormonale, in particolare per quanto concerne ormoni prodotti dalla tiroide. Ciò, secondo quanto dichiarato dagli esperti, è risultato utile nel miglioramento dei sintomi correlati ai problemi mestruali dovuti agli squilibri ormonali.

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Yoga in ufficio? In America è già una sana abitudine

meditazione-ufficioSecondo una ricerca condotta dal’Università di Stanford, praticare Yoga in ufficio migliora l’efficienza dei lavoratori. La direzione di Google, famosa per la propria attenzione alla salute e al benessere dei suoi dipendenti, non si è di certo lasciata scappare questa opportunità, promuovendo il progetto “Serch inside yourself”, che vuole offrire il miglior contesto lavorativo possibile ponendo il benessere dei dipendenti  prima di tutto. Attraverso corsi di meditazione, yoga e rilassamento, l’azienda promuove l’equilibrio psico-fisico-mentale dei suoi dipendenti. Nello specifico è stato Gopi Kallayil, un Google marketing manager indiano, con una certificazione indiana all’insegnamento dello yoga , che ha deciso di fare entrare l’antica disciplina indiana in azienda.

Quello delle lezioni di yoga e di meditazione all’interno delle grandi aziende tecnologiche in America è ormai una vera e propria tendenza, oltre che una assoluta necessità. Strumenti, come asana, pranayama e meditazione, infatti, insegnano a dirigenti, manager, ingegneri, designer e impiegati che esiste una possibilità di mantenere la calma nel bel mezzo di un meeting, nel pieno di una scadenza importante, insegnano che durante la giornata è importante prendersi dei momenti per se stessi. Il cervello umano, sembra che non riesca a concentrarsi per più di 1,5/2 ore, ed ecco che dieci o quindici minuti di meditazione, di asana o di una camminata consapevole forniscono al cervello e al corpo la capacità di resettarsi per poi ricominciare con una nuova energia, maggiore capacità di concentrazione e buon umore.

Lo yoga migliora la qualità della vita a 360°

yogaLo yoga non solo può essere utile nel ridurre il dolore, soprattutto se cronico, ma è in grado di migliorare in modo significativo anche la qualità della vita in generale. Uno studio qualitativo sugli effetti dello yoga su pazienti affetti da dolore cronico ha evidenziato come questa pratica migliori la qualità della vita a 360 gradi. I partecipanti hanno riferito di sentirsi più in equilibrio, di essere pùi consapevoli di sè e del proprio corpo, di essere capaci di resistere maggiormante a situazioni di stress, di provare meno dolore  e di  sentirsi in grado di affrontare meglio le situazioni difficili della vita.

A condurre questo studio  sugli effetti dello yoga su pazienti con dolore cervicale cronico, sono stati alcuni ricercatori del Dipartimento di Medicina Interna e Integrativa della Facoltà di Medicina  dell’ Università di Duisburg-Essen,   Gerhard Kienle Chair of Medical Theory, Integrative and Anthroposophic Medicine
I risultati completi sono stati pubblicati sul The Journal of Alternative and Complementary Medicine.

I risultati finali hanno mostrato che, come riferito dai partecipanti, vi erano stati cambiamenti su più dimensioni dell’esperienza umana. A livello fisico, ad esempio la maggioranza dei partecipanti ha riferito una maggiore  consapevolezza del proprio corpo, sia durante la pratica yoga che nella vita quotidiana.
A livello emotivo, invece, hanno notato una maggiore accettazione del dolore e nei confronti dei pesi della vita.
Socialmente, hanno sperimentato una rinnovata partecipazione a una vita attiva, che era stata intaccata dalla condizione patologica.

Ancora una volta, dunque, lo yoga ha dimostrato di essere una disciplina che può offrire molto a tutte le persone, e soprattutto a quelle che hanno problemi di salute, sia mentale che fisica.

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fonte:

http://www.lastampa.it

Lo yoga migliora la fibromialgia

Le donne affette da fibromialgia che associano lezioni diyoga alle usuali terapie per la cura del dolore (a base di farmaci ed esercizi mirati) mostrano notevoli miglioramenti nella percezione del dolore e nello svolgimento delle attività quotidiane rispetto alle donne che si sottopongono esclusivamente alle normali cure: a sostenerlo è uno studio pubblicato su Pain da un gruppo di ricercatori della Oregon Health & Science University (Usa) guidati da James Carson.

“Anche se lo yoga viene praticato da millenni, solo di recente i ricercatori hanno iniziato a dimostrarne gli effetti su persone che soffrono didolore persistente – spiega Carson -. I risultati di questo studio pilota forniscono supporto preliminare per gli effetti benefici dello yoga in pazienti con fibromialgia”. Lo studio è stato condotto su 53 donne maggiori di 21 anni di età sofferenti di fibromialgia da almeno un anno e sottoposte a trattamenti contro la patologia da almeno tre mesi. Le volontarie sono state divise in due gruppi: 25 hanno partecipato alprogrammayoga – ogni lezione consiste in 40 minuti di stretching leggero, 25 minuti di meditazione, 10 minuti di tecniche di respirazione, 20 minuti di presentazioni didattiche sull`applicazione dei principi dello yoga, 25 minuti di discussioni di gruppo – mentre le altre 28 hanno ricevuto solo le cure standard. Alla fine dell`esperimento è emerso che il gruppo che aveva fatto yoga reagiva meglio aldolore e alla fatica, accettava di più la malattia, era meno catastrofista e aveva un migliore tono dell`umore.

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fonte:

http://www.elsevier.com/wps/find/authored_newsitem.cws_home/companynews05_01713