Augurio per il 2015

Lokah Samasta Sukhino Bhavantu

May all beings be happy.

May all my thoughts, words and actions contribute in some way to the happiness of all beings.

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Bellissimo mantra per la pace cantato da Tina Turner insieme a 30 bambini di religioni differenti

Om Om Om
Sarvesham Svastir Bhavatu
Sarvesham Shantir Bhavatu
Sarvesham Poornam Bhavatu
Sarvesham Mangalam Bhavatu
Om, Shanti, Shanti, Shanti

Per la pace e l’armonia di tutti gli esseri senzienti
Il mantra significa:
“Possano il benessere, la pace, l’integrità, la tranquillità, la felicità e la prosperità essere raggiunti da tutti”.
 

Da guardare anche il documentario (in lingua inglese):

Bellissima versione del mantra OM Namah Shivaya cantata da Krishna Das

Om Namah Shivaya significa “Io prendo rifugio, mi inchino, mi arrendo al divino “

Om
La sacra sillaba, il suono primordiale, considerato il mantra per eccellenza, viene usato come prefisso nella maggior parte dei mantra induisti per potenziarne gli effetti benefici.

Namah
In sanscrito, namah significa letteralmente “arrendersi”, “abbandonarsi”; l’atteggiamento di resa totale del devoto nei confronti della Divina Volontà.

Shivaya
Shiva è la terza Persona della Trimurti (il triplice aspetto del Divino: creazione, preservazione e dissoluzione – Shiva/Shakti/Vishnu), all’interno della quale si distingue per essere il distruttore del falso, dell’ignoranza, dell’ego, delle cattive tendenze.

Om Namah Shivaaya

Shivaaya namaha Shivaaya namah om

Shivaaya namaha namaha Shivaaya

Shambhu Shankara namah Shivaaya

Girijaa Shankara namah Shivaaya

Arunaachala Shiva namah Shivaaya

Hara Om Namah Shivaaya

Om Namah Shivaaya

Mi inchino a l’anima del tutto. Mi inchino al mio Sé. Io non so chi sono, così mi inchino a te, Shiva, il mio vero Sé. Mi inchino ai miei insegnanti che mi hanno dato tanto Amore. A chi si è preso cura di me quando non potevo farlo. Devo tutto a loro. Come posso ripagarli? Possiedono tutto quanto nel mondo. Solo il mio amore mi appartiene e sta a me concederlo,…. ma nel darlo loro mi accorgo che è il loro stesso amore che scorre attraverso di me di nuovo al mondo … Io non ho nulla. Io ho tutto. Non voglio niente. Lascio solo scorrere a te il mio amore .(Krishna Das)

“Per focalizzare le menti su Dio, Babaji ha insegnato alla gente a ripetere l’antico mantra OM NAMAHA SHIVAYA. E’ un mantra (parola o frase di grande potere spirituale) sanscrito completo, fortissimo che ha diversi significati, tra cui “Io prendo rifugio in Dio/Io mi arrendo a Dio”)… Babaji una volta disse: “La mente può essere purificata solo dalla japa. Questa è l’unica medicina per le malattie della mente. Se la vostra mente e il vostro cuore sono impuri, come può Dio abitare nel vostro cuore? L’acqua per pulire il vostro cuore è il Nome di Dio. Perciò insegnate a tutti a ripetere il Nome di Dio dovunque”. L’essenza delle sue istruzioni è “Ripetere il Nome di Dio””.
(da: Gora Devi, Diario Indiano. 12 anni con Babaji di Hairakhan, Jai Amba Edizioni)

“E’ il mantra universale che non contrasta con alcun altro; la meditazione più alta, la più potente, la più efficace. Non richiede conoscenze particolari ed è accessibile a chiunque. E’ stato sempre caldamente raccomandato da Babaji, ed è ormai diffuso in tutte le parti del mondo.
Senza la Om che lo precede, ma che hanno quasi tutti i mantra salvo rare eccezioni, Namah Shivaya è composto da cinque sillabe come l’Haidayakhandi, ed è il mantra più potente che ci sia. Specialmente se canticchiato mentre lavori, libera la tua mente da qualsiasi interferenza molesta; ti rende sereno e allegro. Dopo poco tempo ti ha conquistato, è dentro di te e diventate inseparabili.
Puoi giocarci canticchiandolo su tutti i toni, variandone i ritmi, accelerandolo o rallentandolo. Balza sull’ottava superiore e poi scende da solo fino a quella inferiore. E’ sempre lì, quieto, in un angolino risposto del tuo universo interiore e canticchia: “Namah Shivayo… Namah Shivayo…” Ti sorprende e ti rincorre, e così continuate insieme allegri e contenti: “Namah Shivayo”… “Namah Shivayo”… “Namah Shivayo”. In stato di veglia, nel sonno come nel sogno te lo trovi a fianco. Sempre. E’ sempre sorridente ed allegro: non ha paura di nessuno, lui.”

(da: Egidio Baiss, Babaji Mahavatar, Edizioni Mediterranee, Roma, 1993, p. 158)

CD Il canto dell’OM

OM è una vibrazione sonora spirituale che ha il potere di liberare l’essere purificando la mente dalle sue contaminazioni, donando equilibrio ed enegia.
Il suono dell’OM può essere usato come sottofondo per meditare, per trovare l’ispirazione, per concentrarsi o per rilassarsi, per ritrovare il proprio equilibrio in casa e in ufficio, ma anche un ottimo strumento per ripulire l’ambiente da energie pesanti e indesiderate.
Questo CD ad esempio, è stato registrato a 1900 metri sulle dolomiti del Brenta in un rifugio dedicato al Tibet. Lama Gorkha ha recitato il Mantra OM accompagnato dal musicista Capitanata alle campane tibetane.

“Om Gum Ganapatayei Namaha”, il mantra che rimuove gli ostacoli

Se il nostro stato interiore è unificato con il nostro desiderio tutto diventa possibile e realizzabile.

Troppo spesso invece intercorrono ostacoli esterni, come i giudizi di altre persone o la mancanza di tempo che ci impedisce di meditare ogni giorno, o ostacoli interni come le nostre emozioni, i modelli di pensiero, le paure, il  senso di limitatezza o inadeguatezza,  che si frappongono tra il nostro desiderio e la realizzazione di questo.

Il mantra “Om Gum Ganapatayei Namaha” è tradizionalmente cantato dare inizio a nuovi impegni o progetti con energia positiva e per rimuovere gli ostacoli nel nostro corpo fisico e astrale.

Il mantra viene ripetuto per il numero magico di 108 volte . Se viene cantato con il giusto pranayama (respirazione ritmica ) e con sincera devozione e fiducia , produrrà buoni risultati.

Si dice che gli spiriti maligni non osino entrare nella casa o nella mente del devoto , che recita questo mantra a Ganesh .
Attenzione però, perchè occorre saper riconoscere quelli che sono i risultati: non è detto che  la recitazione del mantra ad esempio, possa prolungare una relazione che è terminata o un lavoro che non può o non deve più essere portato avanti, ma potrebbe aiutare invece a trovare nuove soluzioni, nuovi rapporti o lavori più appaganti. Aiuta quindi a superare gli ostacoli che vi impediscono di riconoscere le soluzioni alternative.

Qui potrete trovare il mantra cantato da Muz Murray (Ramana Baba), Mantra yoga master


IL POTERE DI GUARIGIONE DEI MANTRA

di Muz Murray

I Mantra e la loro capacità di cura fisica,mentale e psichica sono poco conosciuti nel Mondo Occidentale.
Sebbene abbiamo molta familiarità con le parole di potere magico (quelle sillabe segrete che se pronunciate aprono la via di accesso rivelando tesori nascosti), siamo generalmente inconsapevoli del significato esoterico di tali racconti. Queste infatti sono effettivamente delle allusioni popolari ai suoni sacri sottili usati dagli adepti di mantra, che aprono la caverna sì, ma del cuore verso un amore universale e ne rivelano il tesoro dello Spirito.

Il Maestro di Mantra Yoga Muz Murray (Ramana Baba) è un grandissimo esperto di questa disciplina orientale.
Ad un certo punto della sua evoluzione spirituale Muz Murray decise di verificare le proprie esperienze direttamente alla fonte. Partì per l’Asia in pellegrinaggio come sannjasi, ovvero come monaco rinunciante, alla riscoperta del suono: aveva 32 anni. Ripercorse gli itinerari della via della seta tracciati dagli antichi monaci che lo avevano preceduto. Il pellegrinaggio durò in tutto tre anni e fu compiuto a piedi per non perdere nulla sulla realtà che Murray stava indagando. I suoi sforzi furono premiati. Egli lanciò un ponte tra “l’io agisco” occidentale e “l’io sono” orientale che, nella sua esperienza, riguardava l’aspetto più puro, enigmatico,inintelligibile della materia: il suono. Concepito come effetto del mondo materiale ,nella concezione occidentale comune, mentre interpretato come causa del mondo manifesto in quanto vibrazione divina, OM primordiale , per gli Yogi indiani. All’India seguì la Turchia dove incontrò i Dervisci, si fermò a vivere assieme a loro, assimilando la loro cultura ed esperienza. Di loro Murray scriverà “Quando ballano hanno una estrema sensibilità al suono ed emettono canti che ben si armonizzano con le figure che eseguono; il ballerino centrale sta in mezzo alla stanza, un primo cerchio di dervisci intorno a lui canta girando in un certo senso, un secondo cerchio cantando, gira in senso opposto, nei vari angoli ci sono cantanti e musicisti che suonano percussioni ed altri ancora che cantano in tonalità differenti. L’effetto di tutti questi suoni stimola pulsazioni che danno l’impressione di essere nel cuore dell’universo”.
Per mesi e mesi Murray errò attraverso l’Asia tra i Sufi della Turchia, tra i Rishi e gli Yogi dell’India e del Nepal, vestito da saninjasi e chiedendo l’elemosina per sopravvivere, esercitò il compito di insegnante di Mantra yoga in un tempio del sud dell’India.
Ritornò in Inghilterra riportando un sé stesso mutato, aveva riscoperto le tecniche ed i segreti del suono primordiale che gli consentirono di applicare concretamente quanto egli aveva intuito alcuni anni prima: le sillabe, i Mantra, i modi di intonazione, le modalità di vibrazione, l’uso della voce, la respirazione…Questi segreti, scoperti dai Rishi all’inizio dei tempi, gelosamente custoditi erano trasmessi di generazione in generazione da maestro a maestro.
Durante la sua esperienza di insegnante fu il testimone di reazioni anomale e di vissuti dolorosi dei suoi studenti e, per essere in grado di interpretare tutto ciò, si dedicò allo studio della psicologia per tre anni con psicoterapeuti inglesi e canadesi, giungendo alla conclusione che il potere di guarigione dei Mantra non aveva uguali, in quanto operava direttamente sulla sostanza costitutiva, l’essenza di ogni essere umano.
Alle stesse conclusioni ancor prima di Murray, era giunto l’amico Dr. Mishra, che aveva abbandonato la neurochirurgia, scegliendo l’abito arancione con il nome di Sri Ramamurti. Oggi Murray dopo aver fondato vari centri di terapia, opera in campo spirituale con gruppi di yoga e studenti diffondendo la sua esperienza in quasi tutto il mondo. Nonostante abbia acquisito il diritto di portare la veste arancione ed il nome di Ramana Baba, non si considera né uno swami, né un insegnante della nuova generazione,ma piuttosto un “giardiniere dell’anima”, ovvero “un mucchio di vecchio concime” da depositare nei “giardini interiori dei suoi studenti”. E’ un seguace della Via della Mistica Universale che abbraccia l’essenza di tutte le tradizioni senza riconoscersi in alcuna in particolare, nello specchio dell’eterna verità. Murray scrive “il suono ha un effetto straordinario sulla nostra mente e sul nostro corpo in quanto ogni organo ha e mantiene una forma precisa grazie ad un suono che anima le cellule creando un campo magnetico di vibrazioni. Tutti i suoni dei vari organi del corpo creano una sinfonia completa che produce un solo suono per la forma umana.Dunque , dal momento che siamo sinfonie viventi, siamo sensibili anche ai suoni esterni, ed in particolare a quelli curativi, i mantra cioè i suoni della struttura divina. L’intelligenza cosmica esercita un’azione perfetta su tutto l’universo tranne che sull’uomo. Perchè? E’ un vizio mentale che ne blocca l’azione. Gli uomini credono di poter controllare il proprio destino e le proprie emozioni. Se potessimo dissolvere questo meccanismo di contrazione, potremmo cominciare a “funzionare” come il resto della creazione. Immaginate un albero seduto a pensare come farà a fare frutti se dovessero mancare a sufficienza sole o pioggia? E’ ciò che noi facciamo continuamente, e fino a quando continueremo a farlo saremo divisi dalla natura. Fin dal tempo della nostra infanzia abbiamo sepolto la nostra energia mentalmente e fisicamente. Quando cantiamo o recitiamo i Mantra, questi producono vibrazioni nel corpo che massaggiano internamente le parti contratte: non appena si placa la tensione, si allentano le emozioni e i pensieri che le hanno causate e i praticanti cominciano a percepire l’energia in movimento nel proprio corpo, bloccato in modi differenti per vari anni. Tutte le manifestazioni della vita derivano dalle vibrazioni del suono, cioè da Dio, vibrazione primordiale. La disarmonia con queste vibrazioni divine ci indica un malessere psicologico e fisico e il bisogno di accordare la nostra consapevolezza con quel suono che riempie l’universo e lo mantiene in equilibrio.E ancora continua Murray ”Il Mantra è un profondo metodo di risveglio spirituale e di trascendenza. E’ una forma di Yoga che parla alle radici profonde dell’uomo. Queste vibrazioni sottili svegliano i centri della mente addormentati accordandosi alle facoltà spirituali,psichiche e fisiche alle vibrazioni primordiali del creato.
Tutti i più grandi testi di yoga enumerano come pratiche più importanti le ananas (posture), poi il pranayama (esercizi ci controllo ed espansione del respiro), pratyahara (ritiro di coscienza dal mondo esterno), seguito dal Raja Yoga (Regale). L’insegnamento si sposta su esperienze più alte del Laya Yoga (Yoga della trasformazione), i
Mantra Yoga ( ripetizione di sacre sillabe mistiche) e il Nada Yoga (lo Yoga del suono sottile)
Per portare il corpo-mente-spirito verso un bilanciamento armonioso, queste forme devono essere coltivate nello stesso tempo. E’ l’equivalente del costruire una casa e dimenticare di mettere l’impianto idraulico e i circuiti elettrici nello stesso tempo– asserisce Murray – . Naturalmente può essere fatto anche in un secondo tempo, ma è molto meno efficiente.
La parola Mantra in sé stessa significa “ che protegge la conoscenza”: la prima sillaba man deriva dal sanskrito ”Manas” pensiero, funzione mentale e il suffisso “tra” che protegge. Quindi l’uso del Mantra ci protegge dal costante flusso mentale del pensiero, della paura, dell’apprensione e delle negatività e da tutti gli inutili relitti del pensare troppo. In breve ci protegge dalla nostra mente e ci libera dall’inquinamento dei nostri pensieri. Con la pratica costante della ripetizione di Mantra, si attivano le energie psicologiche delle nadi, si rivitalizza la ghiandola pineale che risveglia le capacità intuitive, e spesso dona la gioia estatica nel praticante. Le vibrazioni armoniche sottili dei Mantra cantati, sia mentali che vocali,agisce come agente di pulizia e purificazione della nostra coscienza.
Gli yoga-Rishi scoprirono che certi suoni causavano in loro gioia e estasi, alcuni illuminavano la mente, altri erano portatori di tremendi poteri psichici, profonda tranquillità o energia inesauribile,libertà dalla paura, o guarigione mentale e fisica.
In India non è inusuale che medici omeopatici prescrivano specifici Mantra invece che i rimedi usuali, ciò non è divertente o semplicistico come potrebbe sembrare ad una mente razionale. Da centinaia di anni in Africa si è risaputo che certe frequenze ritmiche di percussioni servono per fermare la febbre. Metodi simili sono usati oggi da praticanti radionici avanzati che usano sofisticati strumenti al posto dei tamburi, e anche negli ambienti allopatici, la musicoterapica comincia ad essere utilizzata in trattamenti di problemi sia fisici che mentali.
Solo recentemente nel mondo occidentale si è scoperto che certe onde di suono hanno la capacità di attivare la guarigione cellulare quando rivolte su ferite del corpo e questi suoni hanno dimostrato la capacità di promuovere e velocizzare la guarigione perfino in metodi ortodossi. È così che anche la scienza medica comincia a rivendicare le scoperte dei saggi di millenni fa. Che cos’è dopotutto una dose di medicina allopatica? È una sostanza composta di molecole atomiche in uno stato denso di vibrazione. La medicina omeopatica è ad un gradino superiore: è un rimedio ad alta diluizione che sembra non contenga nulla della sostanza originale, ma vengono potenziate con frequenze potenti in grado di riprodurre gli effetti della malattia. Questo fa si che il corpo scacci la malattia senza gli effetti collaterali della chimica, semplicemente con una frequenza similare. Una frequenza sonora lavora su di un principio simile.
Ricerche mediche di una Università di Parigi, hanno trovato che certi suoni ripetitivi rivolti ad una cellula cancerogena, la distruggono. “Negli ultimi anni ho avuto parecchi casi di cancro in studenti dei miei corsi di mantra”, dice Muz Murray“ ho cominciato a ricevere lettere di persone che avevano evitato l’asportazione chirurgica, una signora che doveva subire una vasectomia, dopo 5 giorni di seminario sul mantra trovò che il suo tumore era diminuito , cosicché l’asportazione del tumore non era più necessaria. Cinque anni dopo canta ancora e ha ancora il suo seno. Un’altra donna con un cancro alla gola, con grosse difficoltà a parlare ha avuto una remissione e una stabilizzazione con miglioramento della voce.
Chiaramente qualcosa di potente accade”.
Se un suono elettronico senza vita ripetitivo può disintegrare una cellula cancerogena in laboratorio, quanto più effetto può avere per la guarigione il suono della propria voce ripetuto dal vivo? Siccome è riscontrato che molti tumori hanno origine da sentimenti non vissuti o bloccati anche dall’infanzia, il mantra ( con il suo massaggio interno) spesso permette a queste pene e alle lacrime di essere rilasciate.
Sebbene sia di aiuto avere praticato prima di iniziare il lavoro con i mantra qualche altra forma di yoga, questo non è un requisito necessario. Ognuno può beneficiare delle vibrazioni. Mentre alcuni provano come una pulizia primaverile che permette ai loro sentimenti bloccati di venire a galla e di dissolversi, altri trovano nel mantra un immediato senso di ritorno a casa, di essere cullati dall’universo o una gioia infinita nella meditazione profonda.

Muz Murray nasce in Inghilterra nel 1940, Attualmente oltre ad insegnare e a portare le sue conoscenze in giro per l’europa collabora per la rivista inglese Yoga Today e per altre riviste esoteriche internazionali, i suoi articoli sono stati tradotti in Francia, Spagna, Germania, America Latina e Olanda. Ha inciso numerose cassette e Cd su mantra Yoga, Yoga Nidra, Agni Hotra, ha scritto Seeking the Master ( una guida agli Ashram indiani) e Sharing the Quest ( Manuale di Sopravvivenza per avventurieri dello Spirito edito da Amrita). Attualmente vive nel sud della Francia .

Il mantra ” Om Shanti”, un suono per pacificare l’anima

I saggi che scrissero i Veda  (i più antichi libri sapienziali), dopo aver esaminato la respirazione e il linguaggio, scoprirono che ogni suono, ogni vibrazione  ha un suo specifico effetto sensoriale che, oltre all’udito, coinvolge tutto il corpo.

Il sanscrito è una di quelle lingue come l’aramaico dove le parole sono formate da vibrazioni specifiche; dove il suono e la forma sono la stessa cosa, il suono e la sensazione sono la stessa cosa, il ripetere un suono permette il manifestarsi di quella forma.

Ad esempio  la vibrazione della parola pace è il suono Sh. Pace in sanscrito si dice  infatti Shanti (si pronuncia scianti). Pronunciando queste due parole, pace e shanti, avremo lo stesso effetto culturale ma un diverso effetto sensoriale e vibratorio.

Viene spontaneo per dire a qualcuno di tacere , o per calmare qualcuno che soffre o un bambino piccolo che piange, pronunciare a lungo il suono  sccc  come in sci, proprio per portare calma, pace. Questo è un esempio conosciuto e sperimentato da tutti di come l’effetto vibratorio di una  ripetizione per diversi minuti, con o senza accompagnamento musicale, del suono Scc (shanti)  produca un effetto rilassante sui sensi e il sistema nervoso di chiunque anche di chi non conosce il significato della parola.

Anche in natura l’onda emette lo stesso suono e questa ha la capacità di mettere pace  all’interno di noi stessi, perché  questo suono vibra come il pensiero di pace.

In ebraico antico pace si dice Shalom, in sanscrito Shanti, in aramaico Heshusha, e hanno la stessa radice di: Yeshua, Shiva, Krishna, Krishtos, Sciamano, tutto ciò che porta quiete nella mente ha questo suono.

Il Mantra Om Shanti significa pace nella mente, nella parola e nel corpo; credo che se tutti potessimo essere davvero in pace e portare la pace nelle nostra vite, la nostra energia potrebbe viaggiare così anche verso gli altri , senza parole, diventando  contagiosa . Non abbiamo dunque timore ad usare questo suono, a  mettere in questo suono tutto il nostro amore, la nostra compassione, il nostro desiderio di provare o di sollecitare quiete, il nostro potere di volontà di comunicare pace.

Nel ripetere questo mantra Om Shanti possiamno seguire questa sequenza, (il trattino indica la pausa): Om-Shanti Om- Shanti Shanti Shanti Om- e poi continuate Om-Shanti Om-Shanti Shanti Shanti Om…. Ripetendolo per  qualche  minuto di seguito.

Om Shanti

Gayatri mantra

OM

Bhur Bhuva Svaha

Tat Savitur Varenyam

Bhargo Devasya Dheemahi

Dhiyo yonah Prachodayat

Il Gayatri é una preghiera rivolta all’ Intelligenza Universale. Il suo scopo é quello di accendere il potere del discernimento per permettere all’uomo di analizzarsi e di rendersi conto della sua natura divina. É conservata come reliquia nei “Veda”, le più antiche scritture dell’uomo. “Veda” significa infatti conoscenza, e la Preghiera alimenta ed aguzza la capacità di accrescimento della conoscenza. In realtà le quattro “Mahavakyas”, o concetti base racchiusi nei “Quattro Veda”, sono impliciti in questo Gayatri Mantra.Agisce come un talismano protettore per coloro che la pronunciano con continuità. Sai Baba ha affermato che questa preghiera é adatta a qualsiasi credo, perché essa dal Glorioso Potere che pervade il Sole ed i Tre Mondi (Fisico-Eterico-Causale) invoca la crescita, il risveglio ed il rinvigorimento dell’ Intelligenza.Il Gayatri Mantra é sinonimo del Divino, é lo stesso suono di Dio, esso permea tutto il Cosmo manifesto. É la Base, la Realtà che trascende l’Universo soggetto a conoscenza e a sperimentazione.Il termine “Gayatri” proviene da GAYAntam TRIyate iti, che significa: “Ciò che preserva, protegge o salva dalla corruttibilità, colui che lo recita”. GAYA vuol dire Essere e insegna la Verità, il principio della vita.Occorre infatti accostarsi a questo mantra con dovuta umiltà , reverenza,fede ed amore.La Gayatri ha anche tre nomi: Gayatri, Savitri e Saraswati. Gayatri rappresenta i sensi, Savitri é l’energia vitale o prana, ed é il simbolo della verità. Saraswati é la dea del linguaggio e dell’insegnamento, il simbolo della chiarezza intellettuale.Questi tre aspetti sono presenti in ciascun uomo e simboleggiano la purezza di pensieri, parole ed azioni, che ogni aspirante deve raggiungere sul sentiero della realizzazione spirituale. Come si può raggiungere la visione di queste tre divinità nella preghiera? Sai Baba ha spiegato più volte che il Gayatri Mantra si divide in tre parti: descrizione, meditazione e preghiera.

Nella prima parte

Om Bhur Bhuvah Suvah

il Divino viene descritto nella Gloria della Luce che illumina i tre Mondi o Regioni dell’ esperienza: Terra, Aria e Cielo.

Nella seconda parte:

Tat Savitur Varenyam Bhargo Devasya Dhimahi

si medita invece sullo Splendore e la Grazia che fluisce da quella Luce: la parola Dhimahi significa infatti meditazione, e qui rappresenta l’elemento chiave.

La terza parte:

Dhiyo Yo Nah Prachodayat

é una preghiera per ottenere la visione del Divino nella Sua effulgenza e magnificenza, attraverso il risveglio della coscienza e dell’intelligenza che pervade tutto l’universo.
Con l’unione di questi tre aspetti, ogni devoto realizzerà uno stato di purezza e di coerenza nella vita quotidiana, e si definirà rinato.
Quando si insegna a recitare infatti questo Mantra, la persona interessata viene denominata “Dvya”, due volte nato. Chi lo recita si trasforma in un saggio.
Sai Baba ha detto: “Gli occidentali hanno studiato le vibrazioni prodotte dalla Gayatri ed hanno trovato che quando essa é recitata con esattezza, come é scritto nei Veda, la luminosità viene emessa in forma circolare.”. La Gayatri é sinonimo di Verità. Le scritture dicono: “La Veritá é Dio, come la Saggezza é Dio. Esse sono entrambe presenti ovunque, trascendendo il concetto di spazio e di tempo”.
Perciò quando cercate Dio e volete vederLo, dovreste guardare dentro di voi. Egli non é in un luogo lontano, ma nel vostro cuore.
La Gayatri é perciò Hridaya (cuore), l’abitante del cuore dove Daya significa compassione. Aprite dunque il vostro cuore, recitate il mantra quotidianamente e la vostra vita sarà un successo;come il tronco regge l’albero, così la Gayatri sostiene l’ordinamento umano e senza di Essa l’Albero della Vita sarebbe senza vitalità.
Bisogna prelevare energia solare per consolidare la visione interiore dell’uomo che é la forza dell’Anima latente nell’uomo stesso.
Quando si rinvigorisce questa forza dell’anima, l’intelletto, i sensi e le emozioni vengono attivati e guidati verso direzioni fruttuose.
Può l’oscurità indurre in confusione la mente o nascondere la Verità se splende il Sole? Portá avere il sopravvento il dolore o l’ignoranza mettere disordine, o l’egoismo accecare, quando la Divinità che splende come il Sole vi benedice con la Sua luce?
Affidatevi alla Gayatri per raccogliere la fulgida luce del Sole, in modo che essa possa inondare il proprio intelletto; la Gayatri é un tesoro che vi guida lungo il cammino della vita. Non dimenticatela mai! Potreste trascurare od ignorare le altre preghiere e gli altri mantra, ma ricordatevi di recitare la Gayatri almeno due volte al giorno. Essa vi proteggerà da qualsiasi male, dovunque voi siate:in macchina, in treno, in aereo o in strada. La Gayatri é Annapurna, la Madre, la Shakti (l’ Energia) che anima ogni cosa.Quando viene recitata l’effulgenza di Dio scende su di voi ad illuminare i vostri intelletti ed a guidarvi sul sentiero. Perciò non trascuratela!”.
Essa é anche un’ invocazione che si rivolge alla Madre Divina.

O Madre Divina
il nostro cuore é coperto di tenebre
Ti preghiamo
allontana da noi questa oscurità
ed accendi la Luce dentro di noi
.

Di solito la Gayatri si recita all’alba, a mezzogiorno ed al tramonto. Ma essendo Dio oltre la temporalità, possiamo recitare il Mantra in qualsiasi ora e ovunque. Sai Baba ci esorta a recitarlo la sera prima di andare a dormire e la mattina quando ci svegliamo, ma anche mentre facciamo il bagno: così che, mentre l’acqua ci purifica il corpo, il Mantra purifica la nostra mente.
L’invocazione alla divina Gayatri attraverso la recitazione costante e devota del Mantra, illumina l’intelletto del praticante, aprendogli le porte della comprensione, della verità dell’umiltà e della liberazione.La sua potente energia porterà all’adepto salute,radiosità,coraggio,armonia, conferendogli inoltri i poteri riservati ai saggi e agli illuminati.:il potere di guarire e di trasmettere il dono spirituale ad altri.Disperde la paura ed elimina disturbi e malattie di pene conflitti e dolore.Ogniqualvolta il Gayatri viene cantato i demoni che dimorano all’interno dell’uomo vengono allontanati e dispersi.

TRADUZIONE LETTERALE

OM: IL SUPREMO
BUH: LA TERRA
BHUVAH: L’ATMOSFERA
SVAH: IL CIELO
TAT: COLUI
OM : IL SUPREMO
SAVITUR: IL SOLE(LA DIVINITA’ CHE GENERA E ILLUMINA LA VITA)
VARENYAM: L’ASSOLUTO, IL MIGLIORE TRA I TANTI
BHARGO : QUELLA LUCE SUPREMA CHE DIMORA NEL SOLE E DISTRUGGE I SEMI DEL KARMA
DEVASYA: DELLA DIVINITA’ CHE CAUSA LO SPLENDORE DELL’UNIVERSO
DHI MAHI: MEDITIAMO
DHIYO YO NAH: CHE IL NOSTRO INTELLETTO
PRACHO DAYAT: POSSA INCITARE

Namastè

Condivido qui, per chi non lo conoscesse  il bellissimo significato del saluto indiano: Namastè.

Namastè sigifica letteralmente  mi inchino a te, ma implicitamente contiene anche un significato più profondo e spirituale indicando che ci si inchina non solo alla persona fisica che abbiamo davanti, ma anche e soprattutto alle qualità divine che risiedono dentro quella persona così come dentro ognuno di noi.

Spesso il saluto è unito al gesto di unire le mani al petto  (Anjali mudra: la radice anj, significa onorare, celebrare, ornare), che può  rappresentare il riunirsi dello spirito e della materia, la mano destra la natura divina quella sinistra la natura terrena. Secondo alcuni questa posizione delle palme e delle dita (mudra) agisce già da solo come una semplice asana , bilanciando ed armonizzando le energie, permette un riequilibrio interiore.

Riconoscendo questa unità con l’unione delle mani, salutiamo con il capo chino il divino nella persona che incontriamo. Ecco perché talvolta gli Indiani chiudono gli occhi durante il gesto del Namasté nei confronti di una persona riverita, come per guardarsi dentro. Il gesto è spesso accompagnato da altre frasi come “Om shanti” o “Ram Ram”, ad indicare questo riconoscimento della divinità. Un altro modo è quello di portare le mani giunte al petto per salutare una persona di riguardo, giunte alla fronte, per salutare un maestro , oltre la testa a braccia tese per salutare il Divino.

Quando si comprende questo significato Namasté non è più solo un gesto superficiale o una parola, ma prepara la via per una comunione più profonda con l’altro in un’atmosfera di amore e rispetto.

Benefici nell’uso dei mantra

Alcuni passi tratti da: MANTRA (Swami Sivananda Radha) -Armenia- Capitolo 5

La ripetizione di un Mantra e’ un mezzo per aumentare la capacita’ di concentrazione. Alcuni maestri spirituali indiani sostengono che il significato e il contenuto del Mantra non devono necessariamente essere compresi da un aspirante, al fine di determinare l’effetto desiderato; che la pratica del Mantra da sola e’ sufficiente a ottenere il risveglio spirituale che ne costituisce lo scopo.

Di certo l’uso del Mantra purifica il subconscio e, anche se viene ripetuto meccanicamente, si verifica in ogni caso una certa purificazione. Ogni Mantra e’ pero’ per natura una forma di devozione che ha il Divino come sua forma ed essenza e la concentrazione sul suo significato consente un raggiungimento della meta ultima piu’ certo e piu’ rapido. I benefici della pratica del Mantra dipendono dal singolo soggetto come individuo, dal punto da cui e’ partito, da dove si trova adesso, da quali sono state le sue vite passate e dall’intensita’ e dal grado del suo desiderio.

Quando si canta un Mantra tutto l’essere della persona in questione muta in meglio, quindi sarebbe opportuno creare l’abitudine di ripetere il Mantra in ogni momento, perche’ il lavoro che si svolge diventera’ piu’ facile e gioioso, in virtu’ del continuo risuonare del Mantra nella mente.

Uno dei risultati che giungono in fretta con la pratica del Mantra e’ il controllo della respirazione, che e’ il mezzo con cui si puo’ sviluppare l’abilita’ di controllare le emozioni. Nel canto doniamo tutte le nostre emozioni al Mantra e alla sua divinita’ e chiediamo ad essa di aiutarci a ottenere il controllo. In questo modo troviamo un modo sicuro di liberarci dai sentimenti negativi, perche’, invece di scaricarli su qualcun altro, li offriamo alla loro fonte. Un canto prolungato nel tempo portera’ a una maggiore consapevolezza e alla sostituzione dei sentimenti negativi con affermazioni positive. La pratica del Mantra spegne le emozioni turbolente e quieta di conseguenza la mente turbolenta.

In termini yogi esiste una differenza fra emozioni e sentimenti, dal momento che un’emozione purificata diventa un vero sentimento. Il Mantra Yoga ci fornisce un’opportunita’ di conoscere le emozioni, di sapere cosa sono, da dove vengono e quale sia il loro giusto posto nella nostra vita. Tramite il Mantra Yoga possiamo imparare a far fronte alle emozioni in modo adeguato, a controllarle e a raffinarle e a incoraggiare lo sviluppo armonioso di tutti gli aspetti del potenziale umano. A mano a mano che il Mantra viene accolto nel subconscio, la mente si purifica in un modo che saremmo incapaci di raggiungere senza il suo aiuto: lentamente l’ego viene sopraffatto dall’Io Superiore, come quando si versa a poco a poco il latte in una tazza di caffe’ nero, finche’ il caffe’ viene sostituito dal latte puro.

Dal momento che purifica la mente, il Mantra rappresenta anche un grande strumento di protezione contro la paura. Quando vengono purificate, le emozioni si trasformano in amore: questo costituisce un passo importante nel risveglio di ulteriori livelli di consapevolezza, mentre l’influenza del Mantra diventa estremamente sottile. I sentimenti che sono stati purificati ci conducono alla presenza del Divino e dal Divino ci deriva un senso di protezione; Il Mantra e’ come uno scudo contro tutto cio’ che e’ negativo e in grado di turbarci.

Se pure nella vostra vita avete sperimentato soltanto timore, paura, solitudine e, in misura limitata, amore e gioia, non disperate perche’, per quanto i vostri sentimenti vengano facilmente feriti, nella vostra eccessiva sensibilita’ risiede uno strumento meraviglioso, sebbene non ancora sviluppato. A mano a mano che tutte le emozioni negative si evolvono in sentimenti piu’ raffinati, scoprirete un cambiamento anche nei vostri concetti di amore e di gioia e vi accorgerete che tale sensibilita’ e’ esattamente cio’ che e’ necessario per entrare nella nuova dimensione di comprensione, lungo il sentiero dell’Autorealizzazione. La voce puo’ diventare uno strumento con cui esprimere e controllare le emozioni e, se all’inizio non riuscirete a raggiungere le note piu’ alte, perseverando nella pratica scoprirete che la vostra gamma di tonalita’ si va espandendo, noterete che il respiro scorre piu’ facilmente e che la voce diventa uniforme. Inoltre comincerete a sentire l’espressione delle emozioni – ira, delusione, gioia – nella vostra voce.

A volte il vostro canto potra’ essere carezzevole, gentile, intenso, malinconico o rivelare come un senso di abbandono; se canterete in tono sommesso, potrete osservare che tutte le vostre emozioni diventano piu’ gentili, scoprirete che attraverso il canto esse si purificano e si mutano in veri sentimenti che scaturiscono dal cuore. In altri momenti la vostra voce potra’ essere forte e potente, in quanto state riversando in essa tutta la vostra ira e la vostra delusione, le vostre richieste ed esigenze. Esprimete onestamente a Dio cio’ che sentite, perfino la vostra collera e impazienza nei confronti del Divino per non avervi portati piu’ in fretta vicino alla Luce, ma al tempo stesso imparate quando smettere di manifestare le vostre emozioni, perche’ la vostra pratica non diventi un pretesto per esprimere indulgenza nei propri confronti.

(…) Di per se’, le emozioni non sono una cosa cattiva, ma se si esprimono senza controllo possono risultare estremamente dannose: perfino l’amore, quando non viene condiviso, quando non viene dato liberamente e generosamente, diventa amore di se’ e si ritorce in maniera distruttiva contro l’individuo; mentre, quando sono opportunamente indirizzate, le emozioni diventano una chiara fonte di forza per ottenere grandi risultati. Attraverso il potere delle emozioni gli uomini e le donne hanno superato i loro limiti e raggiunto un piu’ grande scopo nella vita, perche’ le emozioni incanalate attraverso un Mantra diretto al Divino vi possono portare vicino a Dio.

Quando si canta un Mantra le emozioni si esprimono nel respiro e nella voce. Ogni volta che il respiro e’ irregolare significa che le emozioni coinvolte non sono in equilibrio; tale squilibrio permane finche’ le emozioni in questione restano intense, ma poi esse si placano gradualmente e cominciamo a sperimentare quell’armonia che costituisce la nostra meta. Allora, quando cala la quiete, possiamo sintonizzarci con il piu’ vasto ritmo del Cosmo e divenire una cosa sola con esso. Cantare ci aiuta a raggiungere la quiete, in quanto poniamo il respiro e le emozioni sotto controllo: in questi momenti di pace assoluta della mente si sperimenta una beatitudine indescrivibile e, attraverso la ripetizione della pratica, diventa possibile mantenere costante il contatto stabilito con il nostro Io interiore.

(…) Cantando il Mantra, gli sbalzi d’umore finiranno con il tempo per essere controllati e la consapevolezza del momento attuale crescera’; l’attenzione e, quindi, l’energia verranno allontanate dagli antichi schemi di pensiero che, come le voci incise in un’audiocassetta, continuano a ripetersi all’infinito, tenendoci legati al passato e al futuro, a immagini spaventose e a fantasie insensate che ci causano quella sofferenza di cui noi stessi siamo origine. Adesso pero’ l’energia sara’ incanalata verso l’Altissimo, in un’affermazione estremamente positiva dell’Io interiore. La capacita’ di concentrarsi e di sopraffare la volonta’ dell’Io vanno di pari passo. All’inizio vi capitera’ di chiedervi, come e’ successo a me, perche’ state seduti a cantare, mentre potreste dedicarvi ad attivita’ piu’ utili e aiutare tante persone.

Questi interrogativi affioreranno ricorrenti, quando lotterete con la vostra mente, che vuole impedire al vostro Io Superiore di ottenere il controllo. Qui “mente” ed “ego” non significano “orgoglio” e “vanita’”; ma, si riferiscono piuttosto al binomio mente-corpo, che domina la vita della maggior parte delle persone. Quando l’Io Superiore viene incoraggiato a esercitare il proprio dominio attraverso la pratica del Mantra Yoga, molti aspetti della personalita’, che hanno governato la vostra vita, divengono improvvisamente evidenti e lottano nel sentirsi minacciati perche’ non vogliono perdere la loro importanza. Attraverso la pratica del Mantra e dello Japa Yoga vi troverete a confronto diretto con l’Io Inferiore, l’ego o il binomio mente-corpo, diventando consapevoli di quegli aspetti della personalita’ che hanno sempre governato e controllato la vostra vita. Adesso pero’ l’Io Superiore comincera’ ad avere il sopravvento. L’ego, o meglio l’insieme degli aspetti della personalita’ di un soggetto intellettuale, combatte con maggior vigore che non in una persona semplice e ingenua, perche’ quest’ultima e’ in grado di riconoscere il suo errore e di non ricadere in esso, mentre l’intellettuale e’ impegnato a pensare spiegazioni razionali con cui giustificare i suoi errori ed e’ spesso dotato di ben poca umilta’.

(…) Per sopraffare l’ego una persona deve praticare la resa ed essere capace di arrendersi al Mantra stesso e all’energia insita in esso, cosa che richiede purificazione. Se non riuscite ad arrendervi, quell’energia alimentera’ l’ego. Molti discepoli si prostrano ai piedi del loro Guru per sviluppare l’umilta’; ma, in effetti, il proselito si prostra davanti allo Spirito Divino, che risiede nel Guru e in tutti noi. Imparare ad arrendersi al Mantra e all’energia del Mantra mette, di per se’, in moto il processo di purificazione, consentendo di affrontare ed eliminare egoismo, glorificazione di se’, autogiustificazione e autogratificazione. Non permettete che la mente intellettuale vi distragga dal tentare la pratica del Mantra e dello Japa, in quanto dovete praticarli per poterne comprendere gli effetti. Se di notte andate a letto e vi addormentate ripetendo il Mantra, esso rimarra’ probabilmente con voi e vi sveglierete con esso.

Non sognerete, a causa del potere generativo del Mantra, che dissolve i problemi e rimuove la tensione derivata dall’eccessiva auto stima e dalla volonta’ dell’ego. Se vi addormentate con il Mantra stabilirete contatti che elimineranno le vostre acrobazie mentali e verbali relative al concetto di mente, di ego e di Intelligenza Cosmica. A causa del suo effetto sul subconscio, la gente ritiene, a volte, il Mantra una forma di ipnotismo; ma, non e’ possibile ipnotizzarsi e diventare santi, in quanto cio’ creerebbe un profondo conflitto, tale da far impazzire la mente o da riportare il soggetto al suo vecchio modo di vivere. E’ pero’ importante riflettere sull’ipnotismo, perche’, per molti anni, ci siamo ipnotizzati, ponendoci limiti che ci impediscono di vedere e di utilizzare il nostro pieno potenziale. Attraverso la televisione siamo di continuo bombardati dall’idea che dobbiamo avere un’automobile nuova, o che il nostro corpo secerne odori che devono essere mascherati, e i ricercatori sostengono che semplicemente guardare la televisione pone le onde cerebrali su una frequenza di trance ipnotica. La televisione e’ pero’ soltanto uno degli strumenti ipnotici piu’ noti, in quanto il fatto che durante tutta la nostra vita ci venga ripetuto che dobbiamo avere un buon lavoro, fare soldi e sposarci e’, comunque, ipnotismo.

(…) Attraverso l’uso del Mantra si ottiene una piu’ grande sensibilita’ e un affinamento dei sensi, che possono, con il tempo, consentire di vedere con l’occhio interiore e di sentire con l’orecchio interiore. Quando si sviluppa l’orecchio interiore, si puo’ udire la musica delle sfere: una musica di una tale squisita bellezza che nessuno strumento e nessuna voce umana sono in grado di riprodurla: si puo’ udire il Cosmico AUM.

L’impatto e gli effetti di una simile esperienza porteranno un intenso desiderio di cambiamento e di sviluppo. Il Mantra non e’ una pillola magica; ma, piuttosto, un costante flusso d’acqua, che erode gradualmente anche la roccia piu’ dura. Gli immediati risultati del canto sono un aumento dell’abilita’ di concentrarsi, seguito gradualmente dal controllo del respiro e delle emozioni. Piu’ tardi le emozioni saranno raffinate fino a diventare veri sentimenti; ma, la meta piu’ importante del canto e’ la Realizzazione dell’Io.

 

Cos’è il mantra

La parola Mantra in sè significa che protegge la mente.  Man dal sanscrito manas significa “pensiero/ funzione mentale”, trayati significa “liberare”.

L’uso del mantra in sostanza ci protegge dal costante flusso del nostro pensiero, dalle  negatività, dalle preoccupazioni e da pensieri ossessivi. In sostanza protegge noi stessi dalla nostra mente,  e ci libera dall’inquinamento del nostro flusso costante di pensiero.

I mantra che normalmente conosciamo, sono originari dell’ India,  e sono scritti in sanscrito, ma mantra possono anche essere  il nostro amen, sia fatta la tua volontà, oppure qualsiasi frase che ripetuta costantemente possa avere l’ effetto di trasformare la nostra coscienza.

Non c’è nulla di ipnotico o di magico. Quando pratichiamo il Mantra stiamo richiamando il più grande potere che siamo in grado di concepire: possiamo chiamarlo Dio, Realtà Ultima o Sè Interiore, qualunque nome gli attribuiamo, con il Mantra stiamo richiamando la parte migliore che c’è in noi.

A mano a mano che il Mantra viene accolto nel subconscio, la mente si purifica in un modo che saremmo incapaci di raggiungere senza il suo aiuto: lentamente l’ego viene sopraffatto dall’Io Superiore, come quando si versa a poco a poco il latte in una tazza di caffè nero, finchè il caffè viene sostituito dal latte puro.

Dal momento che purifica la mente, il Mantra rappresenta anche un grande strumento di protezione contro la paura o le altre emozioni perturbatrici che se purificate  si trasformano in amore.  Il Mantra è perciò come uno scudo contro tutto ciò che è negativo e in grado di turbarci.

Intervista a Muz Murray apparsa nel dicembre 1996 sulla rivista l’Arco

muz_close_upMuz Murray è un Maestro Spirituale e uno Yogi -mantra con una reputazione internazionale. E’ stato il fondatore e leader del “Giardino di Gandalf”, un Centro Spirituale e una rivista che prosperò a Londra dal 1968 al 1972, che lasciò per un pellegrinaggio in India, dove viaggiò per tre anni come un sadhu .

D.:Lei è stato chiamato un “Indianna Jones” nelle Sue ricerche spirituali, avendo condotto una vita estremamente colorata e avventurosa per un insegnante spirituale. Potrebbe dici brevemente qualcosa delle Sue conoscenze prima di iniziare questo lavoro?

R: Io sento di aver già vissuto tre volte in questa vita, pertanto non sarà facile essere brevi! Ho studiato pittura all’Art College di Coventry, Inghilterra, e successivamente iniziai il teatro e feci lo sceneggiatore per 10 anni, viaggiando e lavorando in molte nazioni. Nello stesso tempo miglioravo la reputazione come pittore e poeta surrealista in inghilterra. Nel primo periodo come artista bohemien, viaggiai in autostop in tutta l’Europa, guadagnando il pane abbozzando quadri sulle strade. per un pò di tempo ho vissuto sulla Costa Brava in Spagna, con il gruppo surrealista diventando amico di Salvator Dalì e del dadaista francese Marcel Duchamp. insieme ai due poeti-compagni feci l’autostop per Israele dove lavorammo su un Kibbuts. Da lì andai a Cipro dove, all’età di 23 anni, arrivò il punto di svolta della mia vita. Senza nessuna preparazione o interesse nella spiritualità, senza alcuna pratica di meditazione, yoga o droghe, improvvisamente mi immersi in uno stato di “Coscienza Cosmica”, un’esperienza rivelatoria in cui io divenni Uno con la Coscienza dell’Universo. In quello stato compresi tante cose impossibile da conoscere tramite mezzi normali. Questo evento cambiò la mia vita completamente e mi calò dentro il sentiero spirituale. Sto ancora assimilando l’insegnamento di quella esperienza, che peraltro ho interamente spiegato nel primo capitolo del mio libro “manuale di sopravvivenza per avventurieri dello spirito”. Seguendo il mio risveglio, presi una nave per l’Egitto e trovai un lavoro per 6 mesi come capo costumista per la televisione egiziana al Cairo. Negli anni successivi andai in giro per l’Africa, l’Etiopia, nel deserto. Durante i miei viaggi sono sopravvissuto agli attacchi dei banditi,a pozioni avvelenate, a sciami di locuste e terrificanti terremoti. Questo mio viaggio è terminato lavorando nei due anni successivi come attore e direttore artistico di film e teatro in tutto il Sud africa.

D: Allora in quel periodo Lei non era realmente coinvolto nella vita spirituale?

R: Oh sì, e profondamente!Dopo l’esperienza a Cipro, durante i miei viaggi studiai ogni libro spirituale che poteva capitare nelle mie mani, per cercare di comprendere cosa mi era successo. Mentre ero nel sud Africa fui iniziato alla pratica di meditazione di Shabda Yoga, da un Maestro Sikh in visita dall’India e molto presto persi tutto l’interesse nella carriera mondana. Quando alla fine tornai in Inghilterra fondai la comunità mistica e la rivista chiamata “Gangolf’s Garden” che guidai per quasi 5 anni. il nostro centro divenne una mecca per molti famosi Guru e viaggiatori spirituali di tutto il mondo. Ma io ero sempre desideroso di andare in India per il mio sviluppo spirituale e finalmente, nel 1972, sciolsi la mia comunità e partii da solo in pellegrinaggio verso quella terra. Impiegai 7 mesi per riuscirci. In Turchia dopo settimane di ricerca, fui finalmente condotto all’ordine segreto di Mevlana, dei vorticosi Dervisci a Konya, che al tempo era proibita dal Governo. Il capo dell’ordine, vecchio Sulex dede, gentilmente mi accettò come un figlio perduto da tempo e mi insegnò i mantra dei dervishi. Una notte portò tutti insieme i dervishi e fui privilegiato dall’esperienza della loro vorticosa danza mistica in una forma che loro non fanno mai in pubblico. Ero sbalordito! insieme con la musica dei cembali, flauti ,archi, e tamburi, e una storia cantata dalle scritture sufi, essi incorporarono diversi magici canti a differenti velocità e i ritmi e i movimenti creavano stupefacenti effetti. Mi trascinarono dentro uno dei movimenti circolari della danza e improvvisamente ebbi una esperienza mistica come se mi trovassi dentro il battito di un grande cuore, come il cuore dell’Universo. Incredibile! da quel momento fui invitato da una serie di insegnanti sufi, uno dei quali era il principe sultano Heshamatullah, capo di una segreta confraternita in Teheran, fino ad arrivare in Afganistan. Lì fui intrappolato per 3 mesi durante la guerra Indo-Pakistana, prima che potessi alla fine entrare in India.

D: Com’era l’India? Cosa ha rappresentato per Lei?

R. Come posso ridurre tre anni di esperienza in poche parole? L’India è una terra di estremi sorprendenti. Ogni mio viaggio nelle regioni selvagge dell’Africa non mi aveva preparato alla grandezza dell’india. Essere lì è una esperienza di vita nella natura. Andando sulle strade si può vedere la nascita, la vita e la morte.Non c’è nessuno dei nostri preconfezionati, superprotetti e segreti aspetti della nostra vita. Psichicamente sentii che era come entrare in un insieme di coscienza di differenti lunghezze d’onda. C’era una atmosfera come doveva essere stata all’inizio del mondo. L’India è quasi un altro pianeta.In India si può affrontare praticamente la realtà. Lì puoi diventare consapevole della follia della tua cultura e dei condizionamenti. C’è qualcosa circa l’eternità dell’India che da l’opportunità di guardare dentro la profondità del tuo essere.

D.: Stava cercando un Guru lì?

R: non proprio. Avevo già accettato il defunto Ramana Maharshi di Arunachala come mio Guru. La sua visione della realtà si collegava perfettamente alla mia esperienza della Consapevolezza Cosmica. E inoltre avevo già avuto un Maestro di Mantra, Sri Ramamuri ( dr. Mishra). Comunque ero aperto a tutti gli altri maestri e ho ricevuto iniziazioni da differenti maestri.Quando spiegavo a qualche maestro che ero già stato iniziato, essi mi dicevano “sì, ma io volevo iniziare te!” Così finii per collezionare vari nomi spirituali. Ho viaggiato come un vagabondo “sadhu”. Ho incontrato quasi tutti i più famosi guru e centinaia di minori. Ma solo pochi avevano reali qualità.

D. Ha avuto qualche esperienza negativa con i Guru llora?

R: Ahimè si! Molti così chiamati Guru, sono fortemente egocentrici, pieni di potere e gioiscono nel padroneggiare sui loro devoti. Mi scuso di riportare questo mio concetto ma qualcuno sembra un despota o semplicemente un balordo presuntuoso. Qualche Guru è tale per gloria, per denaro o per facile accesso alle donne occidentali. E molti ricercatori occidentali sono troppo idealisti e ingenui per notare ciò. Comunque ci sono molti maestri meravigliosi, profondi e spirituali che spesso si possono trovare inaspettatamente. Tanti di questi possono rappresentare per gli occidentali piccole conoscenze. Forse perchè esi parlano solo hindi o qualche dialetto locale, così la comunicazione è limitata. Ma possono improvvisamente colpire con il potere dell’amore che viene trasmesso dai loro occhi o con l’energia della loro visione interna.

D: Con quale convinzione dice cio?

R: Bene, esaminai molto me stesso, mi formai attraverso differenti situazioni e severe pratiche per cercare di comprendere esse e le mie capacità. Vivendo, ad esempio, con il Guru o provando il Bhakty (devozione al divino), il digiuno, o mangiando solo una ciotola di cibo offertomi, dormendo su una branda di metallo e praticando Hata , Raja e Mantra Yoga, altre techniche yogiche e la castità. Quando ritornai in Europa, riflettendo su tutte le discipline spirituali che avevo studiato, iniziai a comprendere che la ripetizione dei mantra unita all'”osservanza nel Sè” di Bhagavan Ramana Maharshi era la più importante.

D: Cosa fece quando ritornò dall’India?

R: Ritornando in Inghilterra, dopo tre anni vissuti da mendicante, vissi in una casa vuota, dove mi stabilii per scrivere il mio primo libro “Cercando il Maestro- una guida per gli Ashram dell’India e del Nepal” la prima volta che un tale libro veniva scritto. Quando mi trovavo in India gli occidentali mi chiedevano sempre dove andare per scoprire questo o quell’insegnamento, così ad ognuno che incontravo cominciai a chiedere come si sentivano riguardo ogni ashram che avevano visitato. io ne visitai più di trecento. Il libro comprendeva una parte spirituale ed una parte di informazioni pratiche riguardo gli insegnamenti di ciascun Guru, dove si potevano trovare,cenni sulla salute,mappe, ecc.

D: Il libro è ancora disponibile?

R:Ahimè! Si può solo trovare nel British Museum e in qualche libreria di qualche ashram per il momento. Sfortunatamente la mia pubblicazione fu ritirata proprio quando essa diventò famosa presso la stampa come la “Bibbia dell’India”. Fra i cercatori era più umoristicamente conosciutto come “La guida a 5 stelle dei Guru”. La prima stampa si esaurì molto velocenmente. Poichè la gente lo sta ancora chiedendo a distanza di venti anni è in fase di aggiornamento in quanto molti Guru hanno lasciato questo piano mortale. La nuova edizione sarà chiamata “I cercatori dell’India” così andrò di nuovo in India per prendere nuove informazioni portando qualche volta gruppi di studenti per lavori di gruppo sui mantra.

D: Come è giunto alla specializzazione sui mantra?

R: durante gli anni della mia comunità a Londra, andai ad una conferenza del Dott. Mishra, uno psichiatra indù e anche raja e mantra yogi. Durante il suo discorso cantò per un po’ e l’effetto su di me fu molto piacevole. Le mie cellule cominciarono a vibrare e danzare, sentii una spinta di gioia e mi sentii fuori della mia sedia ridendo gioiosamente. o ritenni affascinante e lo invitai presso la mica comunità per parlare. Fu così che attirato dal gruppo e noi da lui, stette con noi per dieci mesi. Imparai con lui tutte le mie basi di lavoro con i suoni. Lentamente arrivai a realizzare che la costante purificazione della mente tramite la ripetizione del mantra, fu uno dei più effettivi mezzi di emancipazione per la maggior parte degli occidentali. Proseguii a studiare i mantra con tanti diversi maestri in India. Finalmente avendo riscoperto l’antico tantrico modo di cantare, fui invitato ad insegnare in un grande tempio di congregazione nel sud dell’India. essi apprezzarono la forma dinamica dei mantra che avevo riscoperto, che era molto diversa dai mormorii monotoni ai quali essi si erano accostati. Quando iniziai l’insegnamento dei mantra in Europa, scoprii alcuni miei studenti avere delle reazioni simili a ciò che successe a me con il mio insegnante. in un seminario di una settimana in Francia, con l’intensità della pratica, alcune persone cominciarono a scuotere l’energia bloccata, ridendo e gridando. Altri chiesero qualche modo per rilasciare le loro tensioni in quanto non riuscivano a concentrarsi sulla meditazione per l’insorgere di tormenti. Così li condussi attraverso una intensa respirazione e sessione di mantra. Unii quindi ciò con un po’ di suggestione da psicoterapeuta. Il risultato fu devastante! improvvisamente circa 30 o più persone si cominciarono a dimenare sul pavimento strillando, gridando,ridendo istericamente, liberandosi di sofferenze bloccate dall’infanzia. E attraverso un affettuoso contatto anche io fui inondato da dolorosi ricordi infantili e piansi come a cinque anni. Dopo ciò realizzai che tutta la mia sadhana, la mia pratica spirituale in India, non aveva toccato o non mi aveva fatto superare la profonda angoscia nel mio essere dal sentimento di abbandono dell’infanzia. Comunque mi fu permesso di insegnare meditazione con i mantra nelle scuole in inghilterra, per la prima volta quandol il mio approccio metodologico fu scoperto accettabile.

D: Ma non è dannoso portare fuori le emozioni in questo modo?

R: Ho realizzato che è molto più dannoso per l’equilibrio, la salute e la qualità della vita tenersi tali sentimenti sepolti. Nel frattempo le pressioni crescono dentro fino a quando non perdiamo le staffe, provocando un conflitto, abbiamo un collasso nervoso o altro.Per alcune persone l’ignoto e i sentimenti repressi avvelenano la psiche e causano il cancro. Ancora l’intera società occidentale è strutturata in modo che tali cose siano tenute dentro. In ogni modo molte persone usano la meditazione e spesso precisamente per assistere a questo processo di soffocamento e contenimento. Ma dopo l’esplosione emozionale al seminario, la gente si sente rinnovata e liberata. E la loro meditazione per gli ultimi due giorni del seminario è molto più benefica e profonda di prima. Questa esperienza mi mostrò la strada che dovevo intraprendere non solo per il mio sviluppo, ma per assistere gli altri.Tornato in Inghilterra studiai tante forme di spicoterapia, sia la gestalt, la bioenergetica,clinica teologica,terapia primaria, con la guida giornaliera di terapeuti. Ma scoprii che sfortunatamente tanti terapisti sembravano essere poco più che meccanici analisti, che cercano di riaggiustare i loro pazienti per la società senza riconoscere che l’uomo è fondamentalmente spirito, non solo mente e corpo. Così finalmente, insieme a un piccolo gruppo di terapisti interessati nel portare elementi spirituali nella psicoterapia, aiutai a fondare la Comunità della salute a Londra “il centro aperto”, che è ancora in attività. Lì ho studiato il mio stile di terapia che si chiama “Psicomantrica” (una parola che mi è venuta in sogno) che significa lavorare con la psiche, con il corpo e con il suono, attraverso l’uso dell’antica terapia del suono conosciuta come mantra. Il mantra è uno dei più altri segreti degli insegnanti Yoga, che è poco conosciuto in occidente. Tanti lo confondono con il cantare o i canti devozionali, quali Kirtan o Bahajan, ma il mantra è davvero diverso, è una specifica tecnica. Esso è lo studio della tecnica del suono, di udibili e di non udibili frequenze. Il mantra lavora sui livelli più profondi della consapevolezza, purificando la subcoscienza e perfino avendo effetti sulla intelligenza delle cellule. Per questa ragione alcuni dei miei studenti hanno scoperto che esso è di giovamento nel ritardare il cancro o nel diminuirne la crescita. il mantra agisce come un massaggio interno del complesso mente-corpo che è gratificato dallo stile del massaggio sul fisico esterno che noi usiamo nel seminario. In combinazione questo qualche volta innesca la liberazione della memoria cellulare portando gioia e sofferenza dal passato. Se tali cose accadono, va bene, possiamo manipolarle. Comunque questo è solo un possibile risultato. Noi stiamo cercando li liberare le emozioni per una trasformazione spirituale.

D: Come si svolge usualmente il seminario di mantra?

R: Generalmente inizia con un canto a più livelli per dare una impressione della serie di suoni del mantra e porta via gli effetti stressanti del mondo esterno. Quindi qualche esercizio di riscaldamento per integrare il gruppo. Questo è seguito dalla teoria e tecnica di respirazione mantrica e come usare opportunamente la vibrante intonazione di OM e di altri mantra.Lavoriamo sempre con l’alfabeto dei mantra tantrici che attivano i chakras,seguiti da canti dinamizzanti e tanquillizzanti che creano uno spontaneo stato di profonda meditazione. Generalmente includo il massaggio, forse qualche posizione yoga, meditazione Zen, visualizzazione guidata,cerimonia del fuoco e yoganidra una forma di profondo rilassamento con la mente vigile.