REGALA O REGALATI 3 incontri individuali di EDUCAZIONE AL RESPIRO

images (1)Quando il respiro è agitato,
la mente è agitata.
Quando il respiro è immobile,

la mente è immobile
e il praticante raggiunge la stabilità.”
(Hathayogapradipika II-2)

Sapevi che insonnia, tensioni, stress, attacchi di panico, asma, apnee, paure, mancanza di energia, alterazioni nella circolazione sanguigna, digestioni difficili, nausee, difficoltà di evacuazione, e altri problemi, possono essere causati da una scorretta respirazione?Lo stress, le tensioni, o le forti emozioni intervengono sul nostro respiro fino a modificarlo e a cambiarne il naturale funzionamento.

In pochi respirano muovendo il diaframma, spesso questo muscolo è bloccato, causando una serie di problemi. Prova ad osservare la tua respirazione: quando inspiri sollevi le spalle? Oppure gonfi il torace e l’addome rientra? In questo caso la tua respirazione è scorretta.

Il respiro è uno dei più potenti farmaci naturali che esista. Occorre solo imparare ad utilizzarlo!

Nel corso si imparerà a:

  • ascoltare e comprendere la propria respirazione naturale
  • valutare l’ampiezza del nostro respiro,
  • respirazione e psicosomatica
  • Respirazione e salute
  • la respirazione addominale (Adham)
  • la respirazione intercostale (Madhyam)
  • la respirazione clavicolare (Adhyam)
  • la respirazione yogica completa (Mahat pranayama)
  • Alcuni esercizi per variare una respirazione errata o incompleta
  • Esercizi di pranayama per calmare la mente e placare l’ansia e lo stress
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Dice Lao Tzu

“Gli esseri umani sono morbidi e flessibili.
quando nascono, duri e rigidi quando muoiono.
Gli alberi e le piante sono teneri e flessibili
quando sono in vita, secchi e rigidi quando sono morti …
La rigidità e la forza sono inferiori,
la flessibilità e la morbidezza superiori.”

….. e con lo Yoga si diventa morbidi e flessibili, nel corpo e nella mente!

RIEDUCAZIONE ALLA RESPIRAZIONE

respirazionediaframmaticaQuando si è in ansia, la respirazione è sicuramente alterata.
Il diaframma è bloccato, e l’aria non arriva verso il basso addome durante l’inspiro, così come dovrebbe essere nella respirazione corretta,  per permettere ai polmoni di espandersi e riempirsi d’aria .
Quando non si ha abbastanza ossigeno il cervello va in allarme  e il respiro accelera e diventa ancora più superficiale e corto,  limitato spesso solo alla parte alta del torace.
 Lo yoga ti offre degli strumenti semplici e pratici che puoi avere a tua disposizione in qualsiasi momento per riconnetterti con te stesso. Esistono moltissimi esercizi  per  apprendere come respirare correttamente, pratiche che sbloccano il diaframma, e che ti guidano verso una respirazione yogica competa  che utilizza addome, torace medio e alto.

Uno studio (del maggio del 2000) pubblicato sul Journal of American Medical Association, del Centro dell’Università di Boston per i Disturbi d’Ansia Correlati, ha scoperto che la lenta respirazione diaframmatica si è dimostrata utile nel ridurre l’ansia come l’imipramina del farmaco antidepressivo!

Anche se il pranayama (esercizi di  controllo ed espansione dell’energia vitale attraverso il respiro) può aiutarti davvero ad affrontare i tuoi momenti negativi,  questo non significa sospendere o interrompere qualsiasi aiuto medico o farmaco, ma semplicemente provare una via diversa senza effetti collaterali, che se praticata a lungo può diventare di beneficio per l’intero sistema corpo-mente.

Migliora la digestione ed eliminazione, aumenta la concentrazione e la consapevolezza del proprio corpo, scioglie quel  sistema di “lotta e fuga” che si attiva in risposta allo stress favorendo il rilassamento, migliora l’ energia fisica e mentale, migliora il sonno e con una pratica costante aiuta anche a relazionarsi in modo differente con la vita e i problemi quotidiani.

Prova ad osservare la tua respirazione: quando inspiri sollevi le spalle? Oppure gonfi il torace e l’addome rientra? In questo caso la tua respirazione è scorretta!
Il respiro è uno dei più potenti farmaci naturali che esista. Occorre solo imparare ad utilizzarlo!
Incontri individuali a Rio Saliceto (RE) o Carpi (MO) 
per informazioni e iscrizioni : claudiaboni.ac@gmail.com
Nota:

Sessione di yoga nidra il 27 maggio

MimagesSHAVASANAercoledì 27 maggio dalle ore 20.30 alle ore 21.30

YOGA NIDRA

via grilli, 2 Rio Saliceto (RE)

Una tecnica di rilassamento molto profondo che porta a una completa distensione del corpo e della mente, scioglie le tensioni emozionali, mentali e fisiche, dona tranquillità, chiarezza mentale, consapevolezza del proprio corpo e riposo ristoratore. Durante la pratica vengono utilizzate delle intenzioni o affermazioni con le quali si possono risolvere conflitti repressi, abitudini nocive, memorie e impressioni che derivano da esperienze passate, e a gettare solide basi affinchè i  desideri trovino la loro realizzazione. Una sola ora di yoga nidra equivale a 4 ore di sonno normale! Adatto in particolare a chi soffre di: insonnia, tensione muscolare, ansia, stress, paure, ma anche per le donne in gravidanza, per sportivi prima delle gare per migliorare le proprie prestazioni, per chi desidera portare cambiamento nella propria vita.

Lo yoga nella 3° età

yoga3etaLo yoga è una disciplina che è adatta e ci aiuta a trovare equilibrio e benessere in ogni età e in ogni circostanza. Numerose ricerche dimostrano quanto sia importante praticare lo yoga  anche quando non si è più giovani  e come questo contribusica a  mantenere un corpo sano funzionale e  flessibile .

Previene e aiuta per il mal di schiena correggendo posture sbagliate e rafforzando la muscolatura di sostegno alla colonna vertebrale. Diminuisce lo stress, la stanchezza, allevia rigidità e dolori, favorisce una migliore mobilità delle articolazioni, migliora l’equilibrio, riduce i rischi cardio-circolatori, apporta maggiore ossigeno nel sangue, è un valido aiuto in menopausa per i disturbi principali legati a questo periodo della vita della donna .Tutto ciò si traduce in un generale aumento della qualità della vita dell’anziano, con ripercussioni positive sull’autostima, sull’umore e sull’equilibrio interiore.

Non sono necessarie doti atletiche per praticarlo e anche se non si riesce a fare posizioni avanzate o a mantenerle a lungo, rispettando i propri limiti e i propri tempi e praticandolo con costanza in breve ci si sentirà più attivi e con un migliore equilibrio psico-fisico ricostruendo forza e flessibilità entrambe necessarie e complementari  per un benessere generale.

C’è un detto secondo cui la nostra età è rappresentata da quella che ha la nostra colonna vertebrale in termini di flessibilità ed elasticità. Ed eseguendo le posizioni yoga, si permette alla colonna di svolgere tutti i movimenti necessari al mantenimento della sua elasticità e flessibilità.

RIEDUCAZIONE ALLA RESPIRAZIONE

respirazionediaframmaticaSeminario teorico-pratico di yoga
Domenica 23 Novembre
dalle ore 10 alle ore 12 ca.
STUDIO LOTUS Via Dalai 16 Luzzara (RE)

per informazioni 338/6250217
Solitamente si pensa che l’atto di respirare sia la cosa più spontanea o naturale che esista; troppo spesso lo diamo per scontato e non vi prestiamo attenzione.
E in effetti dovrebbe essere proprio così se lo stress, le tensioni, o forti emozioni non intervenissero sul nostro respiro fino a modificarlo e a cambiarne il naturale funzionamento.
Sapevi che insonnia, tensioni, stress, asma, apnee, paure, mancanza di energia, alterazioni nella circolazione sanguigna, digestioni difficili, nausee, difficoltà di evacuazione, e altri problemi, possono essere causati da una scorretta respirazione?
Sembra assurdo vero?
Prova ad osservare la tua respirazione: quando inspiri sollevi le spalle? Oppure gonfi il torace e l’addome rientra? In questo caso la tua respirazione è scorretta.
Il respiro è uno dei più potenti farmaci naturali che esista. Occorre solo imparare ad utilizzarlo!
Nel corso si imparerà a:
• ascoltare e comprendere la propria respirazione naturale
• valutare l’ampiezza del nostro respiro,
• respirazione e psicosomatica
• Respirazione e salute
• la respirazione addominale (Adham)
• la respirazione intercostale (Madhyam)
• la respirazione clavicolare (Adhyam)
• la respirazione yogica completa (Mahat pranayama)
• Alcuni esercizi per variare una respirazione errata o incompleta
• Esercizi di pranayama per calmare la mente e placare l’ansia e lo stress

Yoga per la salute della nostra schiena

schienaSeminario intensivo
Domenica 9 novembre 2014 ore 10-12 ca.
c/o STUDIO LOTUS
a Luzzara (RE) via Dalai 16

per info 338/6250217

Esercizi mirati sulla flessibilità della schiena, per renderla più elastica e meno rigida. Aiutano ad alleviarne i dolori e a sciogliere le tensioni.

Alla nostra schiena è necessario un’attenzione costante perché facilmente cause fisiche ed emotive ci portano ad accumulare inutili tensioni e rigidità che hanno profonde ripercussione sullo stato di benessere fisico e mentale. Moltissimi esercizi dello yoga sono finalizzati a rendere la schiena flessibile e libera da tensioni. Dovuto al carico gravitazionale della nostra postura eretta e alle abitudini diffusamente sedentarie, è oggi assai comune soffrire di dolori alla schiena.
Le colonna vertebrale è la parte centrale e struttura di sostegno del nostro corpo, che ci permette di stare retti, di fletterci, di inarcarci. Sostiene la testa, protegge il midollo spinale, funge da ammortizzatore per tutti i carichi e le forze esterne e permette gran parte dei movimenti che caratterizzano l’uomo grazie ad una notevole elasticità e flessibilità. È attraversata da numerosissimi fasci nervosi che collegano gli organi vitali al cervello.

Dal punto di vista yogico è un canale trasportatore di energia perché lungo di essa si trovano il principale canale energetico Sushumna Nadi e i principali chakra, importantissimi plessi di energia vitale fisica e sottile.

Considerando questo è facile intuire quanto liberarla da rigidità e tensioni sia determinante per un profondo benessere ed equilibrio psicofisico.
Se non ci sono particolari patologie è facile allentare tensioni e rigidità con una pratica regolare, che ti permette di risparmiare moltissime problematiche e difficoltà future.

RIEDUCAZIONE ALLA RESPIRAZIONE

Seminario teorico-pratico di yoga

STUDIO LOTUS Via Dalai 16 Luzzara (RE)

per informazioni e iscrizioni info@claudiaboni.it – 3386250217

Solitamente si pensa che l’atto di respirare sia la cosa più spontanea o naturale che esista; troppo spesso lo diamo per scontato e non vi prestiamo attenzione.  Invece è lo strumento più potente che abbiamo a disposizione per il nostro benessere ma anche facilmente influenzabile da eventi esterni, posture e abitudini sbagliate.

Sapevi che insonnia, tensioni, stress, asma, apnee, paure, mancanza di energia, alterazioni nella circolazione sanguigna, digestioni difficili, nausee, difficoltà di evacuazione, e altri problemi, possono essere causati da una scorretta respirazione?

Prova ad osservare la tua respirazione: se quando inspiri sollevi le spalle oppure gonfi il torace e l’addome rientra , la tua respirazione è scorretta.

Dal modo in cui respiriamo si possono individuare modalità e schemi che raccontano del nostro modo di  vivere. Un respiro bloccato o incompleto  è in grado di influenzare le nostre emozioni e le nostre relazioni con la vita e gli altri, e per contro emozioni o atteggiamenti possono influenzare la nostra respirazione.

Il respiro è uno dei più potenti farmaci naturali che esista. Occorre solo imparare ad utilizzarlo!

Nel corso si imparerà :

  • ascoltare e comprendere la propria respirazione naturale
  • valutare l’ampiezza del nostro respiro,
  • conoscere le principali relazioni tra respirazione e psicosomatica, respirazione e salute
  • la corretta  respirazione addominale (Adham)
  • la corretta respirazione intercostale (Madhyam)
  • la corretta respirazione clavicolare (Adhyam)
  • la corretta respirazione yogica completa (Mahat pranayama)
  • Alcuni esercizi utili a variare una respirazione errata o incompleta
  • Esercizi di pranayama per calmare la mente e placare l’ansia e lo stress

 

Esercizi yoga per la salute delle nostre articolazioni

articolazioneDa settembre inizierà una serie di nuovi seminari monotematici: vi presento il primo: domenica 12 ottobre dalle 10 alle 12 a Luzzara c/o Studio Lotus. Per informazioni info@claudiaboni.it.

ESERCIZI YOGA PER LA SALUTE DELLE NOSTRE ARTICOLAZIONI

Lavoro mirato su tutte le articolazioni del nostro corpo, per liberarle, renderle più elastiche e meno rigide,   contribuendo a liberarci di molti dei più comuni dolori e impedimenti nel movimento

Le articolazioni consentono il movimento delle varie parti del nostro corpo, se non ci fossero saremmo fermi come alberi.
Rappresentano l’azione e la flessibilità.

I problemi articolari si manifestano come infiammazione e dolore che limitano i nostri movimenti e che contemporaneamente rispecchiano il nostro irrigidimento intellettuale, comportamentale ed affettivo. Possono cioè rispecchiare un nostro atteggiamento nella vita, dove abbiamo chiuso il cuore, i pensieri sono diventati freddi e duri nei confronti di una persona, della vita o di una situazione.

Per chi ha raggiunto una certa età, i primi segni dell’usura del proprio corpo si notano proprio dalle limitazioni e dalla scarsità di lubrificazione delle articolazioni, oltre che da altri deficit collegati all’avanzare dell’età.

Da un punto di vista più “sottile”, a causa di problemi psicologici o dovuti ad una eccessiva acidificazione del corpo, alla presenza massiccia di tossine, o a stili di vita squilibrati, l’energia che scorre all’interno del corpo e soprattutto quella presente nelle articolazioni, può arrivare a bloccarsi. Ciò crea inizialmente rigidità, tensione muscolare e circolazione sanguigna scarsa, fino a cronicizzarsi in artrosi.

Inoltre le attività sportive praticate spesso in maniera eccessiva e maniacale, lo spirito di competizione, hanno portato molti atleti professionisti e non, a misurarsi in sfide all’impossibile mirando alla quantità e non alla qualità.
L’attività fisica è importante per la salute, ma è altresì importante preservare il corretto funzionamento della nostra struttura articolare.

Il liquido sinoviale che circonda i tessuti cartilaginei favorisce la mobilità dell’articolazione diminuendo l’attrito, e tale liquido viene attivato e messo in circolo grazie soprattutto ad una varietà e costanza di movimenti utili per la mobilità articolare.
In pratica si capisce come “maggior movimento articolare, significa maggior lubrificazione delle articolazioni, con la conseguenza positiva di un miglior funzionamento”!

La pratica regolare di questi esercizi, rimuove dal corpo i blocchi energetici e fisici e ne previene la formazione di nuovi, in questo modo promuove una salute globale regolando e stabilizzando l’energia,  fornendo  morbidezza e  flessibilità a tutto il corpo.

 

Yoga in ufficio? In America è già una sana abitudine

meditazione-ufficioSecondo una ricerca condotta dal’Università di Stanford, praticare Yoga in ufficio migliora l’efficienza dei lavoratori. La direzione di Google, famosa per la propria attenzione alla salute e al benessere dei suoi dipendenti, non si è di certo lasciata scappare questa opportunità, promuovendo il progetto “Serch inside yourself”, che vuole offrire il miglior contesto lavorativo possibile ponendo il benessere dei dipendenti  prima di tutto. Attraverso corsi di meditazione, yoga e rilassamento, l’azienda promuove l’equilibrio psico-fisico-mentale dei suoi dipendenti. Nello specifico è stato Gopi Kallayil, un Google marketing manager indiano, con una certificazione indiana all’insegnamento dello yoga , che ha deciso di fare entrare l’antica disciplina indiana in azienda.

Quello delle lezioni di yoga e di meditazione all’interno delle grandi aziende tecnologiche in America è ormai una vera e propria tendenza, oltre che una assoluta necessità. Strumenti, come asana, pranayama e meditazione, infatti, insegnano a dirigenti, manager, ingegneri, designer e impiegati che esiste una possibilità di mantenere la calma nel bel mezzo di un meeting, nel pieno di una scadenza importante, insegnano che durante la giornata è importante prendersi dei momenti per se stessi. Il cervello umano, sembra che non riesca a concentrarsi per più di 1,5/2 ore, ed ecco che dieci o quindici minuti di meditazione, di asana o di una camminata consapevole forniscono al cervello e al corpo la capacità di resettarsi per poi ricominciare con una nuova energia, maggiore capacità di concentrazione e buon umore.

Qual’è la pratica avanzata?

E’ pratica avanzata ogni movimento che ci porta più vicino al riconoscimento del nostro vero sè ( frase tratta dal libro “Lo yoga nella vita” di Donna Farhi).

Con questa definizione si può ben comprendere quanto ciò che nello yoga viene definito come  avanzato non  possa essere misurato con qualità o intensità, o come capacità o incapacità di raggiungere e mantenere posizioni difficili. Saper fare pratiche difficili e ardue non è certo prova di aver raggiunto realizzazioni profonde, anche se tramite tali pratiche è comunque possibile arrivarci.

Vivere il senso più profondo dello yoga  ci aiuta a provare un immenso piacere ad aprire anche solo le dita di una mano, a muovere impercettibilmente una piccola parte del nostro corpo, a percepire le piante dei piedi radicate a terra, ad assaporare la sensazione di leggerezza quando  in piedi riusciamo ad allinerare il nostro corpo verso l’alto. Non più sforzo, desiderio di raggiungere un traguardo, ma una distensione, un abbandono totale, dal quale l’attenzione si può propagare dentro di noi affinando col tempo la vista e l’udito interiori e amplificando anche la più sottile risposta fisica. Il segreto è accondiscendere, muoversi in sintonia con il corpo e non contro di esso. Invece di governare il corpo come se fosse una entità separata dal resto, ricollocare la mente al suo interno ci permette di ascoltare le informazioni non verbali e non intellettuali. Nel momento in cui diamo piena attenzione a ogni respiro e a ogni movimento, così come a ogni più sottile sensazione, allora il corpo  e la mente diventano tuttuno . In questo modo possiamo iniziare a sentire quanto ciò che pensiamo, sentiamo o immaginiamo sia in intima relazione con il nostro corpo fisico. In questo modo iniziamo a sperimentare uno stato di unificazione invece che di separazione. Questo è quello che distingue una pratica avanzata di yoga dal semplice stretching.

La comodità nell’asana

Anche le posture più spettacolari dello Yoga, per un vero yogin non comportano mai particolari sforzi da turbare la sua tranquillità.

L’asana è un atteggiamento del corpo che può essere mantenuto a lungo, con stabilità e comodità.  A seconda della persona e della sua esperienza personale, è certamente possibile per ognuno eseguire asana di un livello di complessità a lui consono, mantenendo dentro di sè questo atteggiamento di agio e calma.

Alcune posture possono essere eseguite con atteggiamento di rilassamento, altre richiedono un maggiore lavoro fisico, ma occorre creare sempre una condizione di minimo sforzo, dove i muscoli che non sono interessati al movimento o al mantenimento della postura, devono essere  rilassati.

Il fatto che non si sente il bisogno di sciogliere l’asana in breve tempo, come se la posizione stesse diventando più riposante con il trascorrere del tempo, è un chiaro segnale  che si sta praticando correttamente e che il corpo abbandona le sue contrazioni e tensioni.

E’ utile nell’eseguire le posture di “non pensare di eseguire”, ma di “lasciare eseguire” la posizione, rimuovendo gli ostacoli dati dalle tensioni e rigidità, senza decidere l’intensità del movimento: è il corpo che decide il punto massimo perchè sa fin dove può arrivare , mentre la mente è piena solo di pregiudizi e di spirito di competizione.

Si ottengono i migliori risultati “smettendo di fare” anzichè “facendo”, anche se questo può sembrare un paradosso.

Praticare le asana con sottofondo musicale?

La musica di sottofondo, a parte le pratiche specifiche dove si usano musica e canto, aiuta ad  entrare in uno stato di rilassamento, che può essere utile magari all’inizio delle seduta per predisporsi ad una migliore condizione per la pratica. Ma l’abitudine ad avere un sottofondo musicale durante le lezioni di yoga, non favorisce certamente le esperienze di ascolto di sè più profonde e meditative.

Le nostre percezioni devono diventare interiori, invece la musica tende a mantenere  la nostra attenzione fissata verso l’esterno, producendo sì uno stato di rilassamento corporeo, ma che non ha nulla a che vedere con l’esperienza vera dello yoga.

E’ lo stesso discorso dello specchio  per controllare l’esattezza della posizione: all’inizio può essere forse utile, ma lo scopo ultimo è quello di diventare consapevoli dell’atteggiamento del nostro corpo senza l’uso della vista, ma utilizzando gli occhi della mente che ci permettono l’interiorizzazione e la percezione degli effetti più profondi della pratica.

 

Yoga Nidra

Yoga Nidra è una pratica che deriva dal Mahanirvana Tantra, lo Yoga tantrico della “Grande Liberazione”, dove gli adepti si concentravano sulle varie parti del corpo fisico e sui canali energetici interni con i loro punti focali, i Chakra, inviando a questi delle vibrazioni sonore attraverso particolari Mantra che avevano la funzione di trasportare nel corpo una “coscienza divina”.
I tantrici durante questo Nyasa (Il porre la mente in un punto) giungevano a uno stato meditativo tale da raggiungere la vera liberazione della mente.

Lo Yoga Nidra, è una tecnica molto potente, che insegna a rilassarsi consciamente a livello fisico, mentale ed emozionale.

Il rilassamento di una pratica di Yoga Nidra equivale a diverse ore di sonno privo di consapevolezza (si dice che un’ ora di pratica equivalga a 4 ore di sonno riposante). Non c’è da meravigliarsi che lo yoga Nidra sia un trattamento di successo per l’insonnia e che produca una netta diminuzione del tempo necessario per addormentarsi.

In due specifici momenti durante la pratica viene poi  richiesto al partecipante di dire la risoluzione o il Sankalpa, ecco di cosa si tratta. E’una breve affermazione mentale che si imprime nella mente subconscia quando questa è ricettiva e sensibile. Viene fatto all’inizio e alla fine  della pratica di yoga nidra: quella dell’inizio equivale al piantare un seme, quella finale ad innaffiarlo.  Si tratta del mezzo più efficiente per allenare la mente durante questa pratica: si dice che qualsiasi cosa può fallire nella vita ma non il “sankalpa” formulato durante Yoga Nidra. “Sankalpa” è una parola sanscrita che si può tradurre come “proposito” o “risoluzione”: è un metodo potente per riformare la personalità e la direzione della vita su linee positive. Se sapete che cosa desiderate ottenere dalla vita, il “sankalpa” può essere il creatore del vostro destino, ma prima dovete sapere dove volete andare. Il “sankalpa” è una breve affermazione mentale che si imprime nella mente subconscia quando questa è più ricettiva e deve essere formulato quando la mente è calma e tranquilla. Spesso nella vita normale prendiamo le nostre risoluzioni quando la mente è troppo attiva o disturbata e quando non è pronta a riceverle, spesso si prendono delle risoluzioni intellettuali, ma raramente queste portano frutti, questo succede perché la risoluzione non è stata piantata sufficientemente in profondità. Per avere successo il sankalpa viene invece seminato con forza di volontà e sentimento quando la mente è rilassata, pronta ad accettarlo e ad assorbirlo. La risoluzione dovrebbe essere utilizzata per scopi elevati, come il raggiungimento della propria realizzazione, ma può essere utilizzata anche per scopi terapeutici. Il “sankalpa” va scelto con molta cura. Le parole dovrebbero essere molto precise e chiare, altrimenti non penetreranno nella mente subcosciente.

Lo Yoga nidra è stato messo a punto da Swami Satayananda Saraswati , un maestro famoso dello yoga contemporaneo,  e la sua pratica come abbiamo vistro, non solo rieduca al sonno, ma è in grado soprattutto di portare al risveglio della parte più profonda di noi stessi, permettendoci di richiamare le nostre potenzialità latenti.

La consapevolezza che nasce dalla pratica Yoga

In Occidente siamo abituati a considerare il nostro corpo come un oggetto, che va controllato e comandato, come se questo fosse una entità separata da noi. Quando  il nostro corpo diventa un “esso”,  cioè noi siamo qualcuno che fa qualcosa a/per qualcun’ altro, noi viviamo in uno stato di dissociazione cotinua.

La costante e ossessiva attenzione  della nostra cultura, dei media e della società, in generale concentrata solo sull’apparenza superficiale del corpo, ci impedisce poi di sviluppare una consapevolezza interiore più sottile.

Nella pratica di un’Asana,  invece di governare il corpo come entità separata, impariamo ad entrare  in una prospettiva interiore di ascolto profondo dove possiamo sentire anche  le informazioni non verbali, non intellettuali che normalmente non siamo  neppure coscienti di avere.

Mentre nella nostra vita quotidiana siamo abituati   a guardare ad esempio  la tv mentre cuciniamo, a leggere mentre pensiamo alla lista della spesa e a non essere mai presenti completamente in quello che facciamo, rinforzando così sempre di più la scissione  fra noi stessi e la nostra saggezza interiore, nello Yoga accade  esattamente l’opposto.

Poichè impariamo a concentrare la nostra consapevolezza sul momento presente, possiamo sperimentare il movimento insieme al respiro e  alle sensazioni anche più sottili, iniziando a fare esperienza diretta del nostro corpo dall’interno e nella sua globalità.  Riusciamo a sperimentare contemporaneamente ciò che pensiamo, sentiamo e immaginiamo, sperimentando così invece che separazione, soltanto unificazione. Questo è ciò che distingue principalmente lo Yoga dal semplice stretching, per esempio.

La  saggezza orientale ci ricordano infatti che :

“dove lo sguardo segue il movimento, lì si dirige lo spirito, dove si posa lo spirito, si manifesta uno stato d’animo, dove si intensifica uno stato d’animo, nasce la gioia suprema”

o anche :

“Dove va l’ attenzione, là scorre energia. Dove scorre energia, lì va la vita.”

Cosa ci comunica il nostro corpo durante una postura

Quando assumiamo una posizione per la prima volta entriamo in contatto con la nostra capacità o incapacità di assumere questa nuova forma del corpo. Tutte le zone che manteniamo contratte, rappresentano i nostri schemi mentali, le nostre paure, le nostre ansie, i nostri pensieri, che si uniscono in particolari contratture formando la nostra postura personale e l’atteggiamento che normalmente assumiamo nella vita.

Entrando in una posizione ci troviamo di fronte anche allanostra storia personale: come pensiamo così diventiamo. In ogni Asana ritroviamo le nostre ferite, i nostri traumi, le nostre emozioni del passato e del presente , ma abbiamo nello stesso tempo anche la possibilità, progredendo nella pratica, ed entrando in comunicazione con questa o quella parte del corpo in tensione  di poter superare tutte queste limitazioni .

 

Qual’è la postura perfetta?

Il grande maestro Patanjali , circa duemila anni fa, ha spiegato  che una postura possiede solo due requisiti: deve essere comoda e stabile.

Stabile è una postura dove si può rimanere fermi per un certo periodo di tempo senza fare alcun movimento. E perchè sia stabile una postura occorre che sia stabile anche la nostra mente, fino a che non governeremo l’una non riusciremo a mantenere stabile il nostro corpo.

Comoda è una postura gradevole e piacevole che non deve divenire mai dolorosa o noiosa.

Nello Yoga non serve essere contorsionisti

La padronanza dello Yoga non si misura semplicemente dall’abilità
con cui padroneggiamo delle tecniche corporee, ma da come la
pratica sia in grado poi di influenzare anche la nostra vita quotidiana, come
migliora le nostre relazioni con gli altri, come ci aiuta a vivere il
momento presente con completa presenza e coinvolgimento e come
promuove la chiarezza e la pace nella nostra mente.

Praticare secondo il proprio ritmo

Per accedere all’esperienza dello Yoga, è indispensabile partire da noi stessi, accettando di praticare ed esprimerci secondo le nostre possibilità fisiche ed emotive.
Il nostro vissuto è unico e non ha nulla a che fare con quello della persona che pratica accanto a noi.

Non c’è nulla da copiare o imitare, ed è lo Yoga che si adatterà ad ogni individuo e non il contrario.
E’ solo la nostra personale esperienza che si inscriverà in noi e, come diceva il Buddha “senza di essa nessun progresso sarà possibile.”