La meditazione e una specifica tecnica di respirazione riducono le infiammazioni

Il sistema nervoso autonomo e il sistema immunitario possono essere influenzati con una semplice tecnica di respirazione e meditazione, che riduce la produzione delle sostanze che stimolano i processi infiammatori e aumenta quella delle sostanze antinfiammatorie. La tecnica, messa a punto dal recordman di resistenza al freddo, WIm Hof,  potrebbe essere di aiuto a chi soffre di patologie autoimmuni.

Non è questa comunque una novità per i grandi meditanti tibetani che già conoscono pratiche millenarie in grado di sviluppare calore  corporeo. La tecnica “del calore interno”, o Tummo è praticata dagli yogi delle grotte sull’Himalaya per sopravvivere alle rigide temperature invernali, ma pochi ne conoscono i segreti, trasmessi solo da maestro a discepolo.

L’occidente ha deciso di occuparsi  di questo fenomeno, tra le maggiori ricerche, spiccano una ricerca dell’Università di Harvard e uno studio condotto da ricercatori della Radboud University a Nijmegen, nei Paesi Bassi, che firmano un articolo pubblicato sui “Proceedings of the Natoonal Academy of Sciences”.

Nell’ottica occidentale, infatti, da questa pratica possono derivare importanti benefici. In primo luogo, una tecnica di questo tipo può salvare la vita in circostanze estreme, come essere esposti a temperature molto rigide, ma, secondo i ricercatori di Harvard, la meditazione Tummo può soprattutto migliorare la resistenza alle infezioni e aumentare le performances cognitive. E questo senza ricorrere a farmaci.

La ricerca olandese  ha preso spunto dallo studio che lo stesso gruppo aveva precedentemente condotto su un loro connazionale, Wim Hof, che detiene diversi record mondiali di resistenza al freddo. Applicando una tecnica di respirazione e meditazione da lui sviluppata, Hof è in grado di mantenere normale la propria temperatura corporea anche dopo un ora di immersione senza vestiti in una vasca di ghiaccio, un tempo normalmente sufficiente a indurre un’ipotermia mortale. In quello studio i ricercatori avevano scoperto che Hof riusciva ad alterare volontariamente l’attività del suo sistema nervoso simpatico, che a sua volta influiva sul sistema immunitario attraverso l’attivazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene.

Rispetto ai soggetti “normali” di controllo, nel sangue dei volontari addestrati personalmente dallo stesso Hof,  sono stati riscontrati livelli più elevati di adrenalina e e della citochina anti-infiammatoria IL-10, e livelli più bassi delle citochine proinfiammatorie IL-6, IL-8 e del TNF-α. Inoltre, sul piano clinico, è stato osservato un minor numero di sintomi di tipo “influenzale” in risposta alla tossina.

FOnti:

http://www.lescienze.it/news/2014/05/07/news/controllo_volontario_sistema_nervoso_autonomo_immunitario-2131374/

http://www.pnas.org/content/early/2014/04/30/1322174111.abstract?sid=ef41763c-e5d4-4eea-b94a-09e00173bda2

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3612090/

http://www.laltramedicina.it/tradizioni-mediche/354-la-meditazione-tummo-accende-il-fuoco-interiore.html#sthash.hJVhh8XL.dpuf

 

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