Intervista a Muz Murray apparsa nel dicembre 1996 sulla rivista l’Arco

muz_close_upMuz Murray è un Maestro Spirituale e uno Yogi -mantra con una reputazione internazionale. E’ stato il fondatore e leader del “Giardino di Gandalf”, un Centro Spirituale e una rivista che prosperò a Londra dal 1968 al 1972, che lasciò per un pellegrinaggio in India, dove viaggiò per tre anni come un sadhu .

D.:Lei è stato chiamato un “Indianna Jones” nelle Sue ricerche spirituali, avendo condotto una vita estremamente colorata e avventurosa per un insegnante spirituale. Potrebbe dici brevemente qualcosa delle Sue conoscenze prima di iniziare questo lavoro?

R: Io sento di aver già vissuto tre volte in questa vita, pertanto non sarà facile essere brevi! Ho studiato pittura all’Art College di Coventry, Inghilterra, e successivamente iniziai il teatro e feci lo sceneggiatore per 10 anni, viaggiando e lavorando in molte nazioni. Nello stesso tempo miglioravo la reputazione come pittore e poeta surrealista in inghilterra. Nel primo periodo come artista bohemien, viaggiai in autostop in tutta l’Europa, guadagnando il pane abbozzando quadri sulle strade. per un pò di tempo ho vissuto sulla Costa Brava in Spagna, con il gruppo surrealista diventando amico di Salvator Dalì e del dadaista francese Marcel Duchamp. insieme ai due poeti-compagni feci l’autostop per Israele dove lavorammo su un Kibbuts. Da lì andai a Cipro dove, all’età di 23 anni, arrivò il punto di svolta della mia vita. Senza nessuna preparazione o interesse nella spiritualità, senza alcuna pratica di meditazione, yoga o droghe, improvvisamente mi immersi in uno stato di “Coscienza Cosmica”, un’esperienza rivelatoria in cui io divenni Uno con la Coscienza dell’Universo. In quello stato compresi tante cose impossibile da conoscere tramite mezzi normali. Questo evento cambiò la mia vita completamente e mi calò dentro il sentiero spirituale. Sto ancora assimilando l’insegnamento di quella esperienza, che peraltro ho interamente spiegato nel primo capitolo del mio libro “manuale di sopravvivenza per avventurieri dello spirito”. Seguendo il mio risveglio, presi una nave per l’Egitto e trovai un lavoro per 6 mesi come capo costumista per la televisione egiziana al Cairo. Negli anni successivi andai in giro per l’Africa, l’Etiopia, nel deserto. Durante i miei viaggi sono sopravvissuto agli attacchi dei banditi,a pozioni avvelenate, a sciami di locuste e terrificanti terremoti. Questo mio viaggio è terminato lavorando nei due anni successivi come attore e direttore artistico di film e teatro in tutto il Sud africa.

D: Allora in quel periodo Lei non era realmente coinvolto nella vita spirituale?

R: Oh sì, e profondamente!Dopo l’esperienza a Cipro, durante i miei viaggi studiai ogni libro spirituale che poteva capitare nelle mie mani, per cercare di comprendere cosa mi era successo. Mentre ero nel sud Africa fui iniziato alla pratica di meditazione di Shabda Yoga, da un Maestro Sikh in visita dall’India e molto presto persi tutto l’interesse nella carriera mondana. Quando alla fine tornai in Inghilterra fondai la comunità mistica e la rivista chiamata “Gangolf’s Garden” che guidai per quasi 5 anni. il nostro centro divenne una mecca per molti famosi Guru e viaggiatori spirituali di tutto il mondo. Ma io ero sempre desideroso di andare in India per il mio sviluppo spirituale e finalmente, nel 1972, sciolsi la mia comunità e partii da solo in pellegrinaggio verso quella terra. Impiegai 7 mesi per riuscirci. In Turchia dopo settimane di ricerca, fui finalmente condotto all’ordine segreto di Mevlana, dei vorticosi Dervisci a Konya, che al tempo era proibita dal Governo. Il capo dell’ordine, vecchio Sulex dede, gentilmente mi accettò come un figlio perduto da tempo e mi insegnò i mantra dei dervishi. Una notte portò tutti insieme i dervishi e fui privilegiato dall’esperienza della loro vorticosa danza mistica in una forma che loro non fanno mai in pubblico. Ero sbalordito! insieme con la musica dei cembali, flauti ,archi, e tamburi, e una storia cantata dalle scritture sufi, essi incorporarono diversi magici canti a differenti velocità e i ritmi e i movimenti creavano stupefacenti effetti. Mi trascinarono dentro uno dei movimenti circolari della danza e improvvisamente ebbi una esperienza mistica come se mi trovassi dentro il battito di un grande cuore, come il cuore dell’Universo. Incredibile! da quel momento fui invitato da una serie di insegnanti sufi, uno dei quali era il principe sultano Heshamatullah, capo di una segreta confraternita in Teheran, fino ad arrivare in Afganistan. Lì fui intrappolato per 3 mesi durante la guerra Indo-Pakistana, prima che potessi alla fine entrare in India.

D: Com’era l’India? Cosa ha rappresentato per Lei?

R. Come posso ridurre tre anni di esperienza in poche parole? L’India è una terra di estremi sorprendenti. Ogni mio viaggio nelle regioni selvagge dell’Africa non mi aveva preparato alla grandezza dell’india. Essere lì è una esperienza di vita nella natura. Andando sulle strade si può vedere la nascita, la vita e la morte.Non c’è nessuno dei nostri preconfezionati, superprotetti e segreti aspetti della nostra vita. Psichicamente sentii che era come entrare in un insieme di coscienza di differenti lunghezze d’onda. C’era una atmosfera come doveva essere stata all’inizio del mondo. L’India è quasi un altro pianeta.In India si può affrontare praticamente la realtà. Lì puoi diventare consapevole della follia della tua cultura e dei condizionamenti. C’è qualcosa circa l’eternità dell’India che da l’opportunità di guardare dentro la profondità del tuo essere.

D.: Stava cercando un Guru lì?

R: non proprio. Avevo già accettato il defunto Ramana Maharshi di Arunachala come mio Guru. La sua visione della realtà si collegava perfettamente alla mia esperienza della Consapevolezza Cosmica. E inoltre avevo già avuto un Maestro di Mantra, Sri Ramamuri ( dr. Mishra). Comunque ero aperto a tutti gli altri maestri e ho ricevuto iniziazioni da differenti maestri.Quando spiegavo a qualche maestro che ero già stato iniziato, essi mi dicevano “sì, ma io volevo iniziare te!” Così finii per collezionare vari nomi spirituali. Ho viaggiato come un vagabondo “sadhu”. Ho incontrato quasi tutti i più famosi guru e centinaia di minori. Ma solo pochi avevano reali qualità.

D. Ha avuto qualche esperienza negativa con i Guru llora?

R: Ahimè si! Molti così chiamati Guru, sono fortemente egocentrici, pieni di potere e gioiscono nel padroneggiare sui loro devoti. Mi scuso di riportare questo mio concetto ma qualcuno sembra un despota o semplicemente un balordo presuntuoso. Qualche Guru è tale per gloria, per denaro o per facile accesso alle donne occidentali. E molti ricercatori occidentali sono troppo idealisti e ingenui per notare ciò. Comunque ci sono molti maestri meravigliosi, profondi e spirituali che spesso si possono trovare inaspettatamente. Tanti di questi possono rappresentare per gli occidentali piccole conoscenze. Forse perchè esi parlano solo hindi o qualche dialetto locale, così la comunicazione è limitata. Ma possono improvvisamente colpire con il potere dell’amore che viene trasmesso dai loro occhi o con l’energia della loro visione interna.

D: Con quale convinzione dice cio?

R: Bene, esaminai molto me stesso, mi formai attraverso differenti situazioni e severe pratiche per cercare di comprendere esse e le mie capacità. Vivendo, ad esempio, con il Guru o provando il Bhakty (devozione al divino), il digiuno, o mangiando solo una ciotola di cibo offertomi, dormendo su una branda di metallo e praticando Hata , Raja e Mantra Yoga, altre techniche yogiche e la castità. Quando ritornai in Europa, riflettendo su tutte le discipline spirituali che avevo studiato, iniziai a comprendere che la ripetizione dei mantra unita all'”osservanza nel Sè” di Bhagavan Ramana Maharshi era la più importante.

D: Cosa fece quando ritornò dall’India?

R: Ritornando in Inghilterra, dopo tre anni vissuti da mendicante, vissi in una casa vuota, dove mi stabilii per scrivere il mio primo libro “Cercando il Maestro- una guida per gli Ashram dell’India e del Nepal” la prima volta che un tale libro veniva scritto. Quando mi trovavo in India gli occidentali mi chiedevano sempre dove andare per scoprire questo o quell’insegnamento, così ad ognuno che incontravo cominciai a chiedere come si sentivano riguardo ogni ashram che avevano visitato. io ne visitai più di trecento. Il libro comprendeva una parte spirituale ed una parte di informazioni pratiche riguardo gli insegnamenti di ciascun Guru, dove si potevano trovare,cenni sulla salute,mappe, ecc.

D: Il libro è ancora disponibile?

R:Ahimè! Si può solo trovare nel British Museum e in qualche libreria di qualche ashram per il momento. Sfortunatamente la mia pubblicazione fu ritirata proprio quando essa diventò famosa presso la stampa come la “Bibbia dell’India”. Fra i cercatori era più umoristicamente conosciutto come “La guida a 5 stelle dei Guru”. La prima stampa si esaurì molto velocenmente. Poichè la gente lo sta ancora chiedendo a distanza di venti anni è in fase di aggiornamento in quanto molti Guru hanno lasciato questo piano mortale. La nuova edizione sarà chiamata “I cercatori dell’India” così andrò di nuovo in India per prendere nuove informazioni portando qualche volta gruppi di studenti per lavori di gruppo sui mantra.

D: Come è giunto alla specializzazione sui mantra?

R: durante gli anni della mia comunità a Londra, andai ad una conferenza del Dott. Mishra, uno psichiatra indù e anche raja e mantra yogi. Durante il suo discorso cantò per un po’ e l’effetto su di me fu molto piacevole. Le mie cellule cominciarono a vibrare e danzare, sentii una spinta di gioia e mi sentii fuori della mia sedia ridendo gioiosamente. o ritenni affascinante e lo invitai presso la mica comunità per parlare. Fu così che attirato dal gruppo e noi da lui, stette con noi per dieci mesi. Imparai con lui tutte le mie basi di lavoro con i suoni. Lentamente arrivai a realizzare che la costante purificazione della mente tramite la ripetizione del mantra, fu uno dei più effettivi mezzi di emancipazione per la maggior parte degli occidentali. Proseguii a studiare i mantra con tanti diversi maestri in India. Finalmente avendo riscoperto l’antico tantrico modo di cantare, fui invitato ad insegnare in un grande tempio di congregazione nel sud dell’India. essi apprezzarono la forma dinamica dei mantra che avevo riscoperto, che era molto diversa dai mormorii monotoni ai quali essi si erano accostati. Quando iniziai l’insegnamento dei mantra in Europa, scoprii alcuni miei studenti avere delle reazioni simili a ciò che successe a me con il mio insegnante. in un seminario di una settimana in Francia, con l’intensità della pratica, alcune persone cominciarono a scuotere l’energia bloccata, ridendo e gridando. Altri chiesero qualche modo per rilasciare le loro tensioni in quanto non riuscivano a concentrarsi sulla meditazione per l’insorgere di tormenti. Così li condussi attraverso una intensa respirazione e sessione di mantra. Unii quindi ciò con un po’ di suggestione da psicoterapeuta. Il risultato fu devastante! improvvisamente circa 30 o più persone si cominciarono a dimenare sul pavimento strillando, gridando,ridendo istericamente, liberandosi di sofferenze bloccate dall’infanzia. E attraverso un affettuoso contatto anche io fui inondato da dolorosi ricordi infantili e piansi come a cinque anni. Dopo ciò realizzai che tutta la mia sadhana, la mia pratica spirituale in India, non aveva toccato o non mi aveva fatto superare la profonda angoscia nel mio essere dal sentimento di abbandono dell’infanzia. Comunque mi fu permesso di insegnare meditazione con i mantra nelle scuole in inghilterra, per la prima volta quandol il mio approccio metodologico fu scoperto accettabile.

D: Ma non è dannoso portare fuori le emozioni in questo modo?

R: Ho realizzato che è molto più dannoso per l’equilibrio, la salute e la qualità della vita tenersi tali sentimenti sepolti. Nel frattempo le pressioni crescono dentro fino a quando non perdiamo le staffe, provocando un conflitto, abbiamo un collasso nervoso o altro.Per alcune persone l’ignoto e i sentimenti repressi avvelenano la psiche e causano il cancro. Ancora l’intera società occidentale è strutturata in modo che tali cose siano tenute dentro. In ogni modo molte persone usano la meditazione e spesso precisamente per assistere a questo processo di soffocamento e contenimento. Ma dopo l’esplosione emozionale al seminario, la gente si sente rinnovata e liberata. E la loro meditazione per gli ultimi due giorni del seminario è molto più benefica e profonda di prima. Questa esperienza mi mostrò la strada che dovevo intraprendere non solo per il mio sviluppo, ma per assistere gli altri.Tornato in Inghilterra studiai tante forme di spicoterapia, sia la gestalt, la bioenergetica,clinica teologica,terapia primaria, con la guida giornaliera di terapeuti. Ma scoprii che sfortunatamente tanti terapisti sembravano essere poco più che meccanici analisti, che cercano di riaggiustare i loro pazienti per la società senza riconoscere che l’uomo è fondamentalmente spirito, non solo mente e corpo. Così finalmente, insieme a un piccolo gruppo di terapisti interessati nel portare elementi spirituali nella psicoterapia, aiutai a fondare la Comunità della salute a Londra “il centro aperto”, che è ancora in attività. Lì ho studiato il mio stile di terapia che si chiama “Psicomantrica” (una parola che mi è venuta in sogno) che significa lavorare con la psiche, con il corpo e con il suono, attraverso l’uso dell’antica terapia del suono conosciuta come mantra. Il mantra è uno dei più altri segreti degli insegnanti Yoga, che è poco conosciuto in occidente. Tanti lo confondono con il cantare o i canti devozionali, quali Kirtan o Bahajan, ma il mantra è davvero diverso, è una specifica tecnica. Esso è lo studio della tecnica del suono, di udibili e di non udibili frequenze. Il mantra lavora sui livelli più profondi della consapevolezza, purificando la subcoscienza e perfino avendo effetti sulla intelligenza delle cellule. Per questa ragione alcuni dei miei studenti hanno scoperto che esso è di giovamento nel ritardare il cancro o nel diminuirne la crescita. il mantra agisce come un massaggio interno del complesso mente-corpo che è gratificato dallo stile del massaggio sul fisico esterno che noi usiamo nel seminario. In combinazione questo qualche volta innesca la liberazione della memoria cellulare portando gioia e sofferenza dal passato. Se tali cose accadono, va bene, possiamo manipolarle. Comunque questo è solo un possibile risultato. Noi stiamo cercando li liberare le emozioni per una trasformazione spirituale.

D: Come si svolge usualmente il seminario di mantra?

R: Generalmente inizia con un canto a più livelli per dare una impressione della serie di suoni del mantra e porta via gli effetti stressanti del mondo esterno. Quindi qualche esercizio di riscaldamento per integrare il gruppo. Questo è seguito dalla teoria e tecnica di respirazione mantrica e come usare opportunamente la vibrante intonazione di OM e di altri mantra.Lavoriamo sempre con l’alfabeto dei mantra tantrici che attivano i chakras,seguiti da canti dinamizzanti e tanquillizzanti che creano uno spontaneo stato di profonda meditazione. Generalmente includo il massaggio, forse qualche posizione yoga, meditazione Zen, visualizzazione guidata,cerimonia del fuoco e yoganidra una forma di profondo rilassamento con la mente vigile.

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