Quale tipo di yoga?

Spesso mi viene chiesto: “Quale tipo di yoga stiamo praticando?”

Abbiamo sempre un gran bisogno di dare nomi, qualifiche, di confrontarci con amici che praticano altri tipi di yoga, di appartenere a gruppi definiti… e l’esperienza personale dove la mettiamo?

Buddha stesso esortava i  suoi discepoli a non fare qualcosa solo perchè lo diceva lui, ma di sperimentarlo in prima persone e solo se lo si trovava di beneficio allora era bene continuare per quella via, altrimenti erano liberi di scegliere altre strade e altri maestri.

Credo non sia così importante etichettare con un nome, quanto ascoltare l’esperienza che stiamo facendo, il risultato che otteniamo, non in una settimana, ma in mesi e anni di pratica.

Io provengo dall’hata yoga classico che praticavo a 25 anni, sono passata per la yogaterapia che ho incontrato svariati anni dopo, la meditazione buddhista, la Medicina Tradizionale Cinese e lo shiatsu e nel frattempo ho trasformato e variato la mia pratica più e più volte: durante le due gravidanze, e ancora più tardi  con la menopausa. Alcuni traumi e problemi fisici mi hanno costretto a modificare  talvolta ancora le modalità della mia pratica quotidiana e così oggi dopo più di 25 anni, quello che trasmetto non è altro che l’insieme delle mie esperienze.

Nella nostra cultura tendiamo a favorire sempre l’energia yang. Siamo continuamente spinti a raggiungere, accumulare, espandere, accelerare, produrre, acquisire e guadagnare. Tutto questo finisce per lasciarci squilibrati , impoveriti e stressati. A volte anche lo yoga praticato in occidente va in questa direzione.

Praticare yoga oggi per me significa rallentare, rispettare i propri limiti e ascoltare la saggezza del nostro corpo e  i feedback ricevuti, nutrire l’ energia yin  più femminile e riportare equilibrio attraverso posture tenute più a lungo prevalentemente a terra e con attenzione costante al proprio respiro. In questo modo  la muscolatura  si rilassa e le  contratture possono essere più facilmente  rilasciate, e tutto ciò  favorisce il raggiungimento di strati più profondi riequilibrando così il  tessuto connettivo,  i tendini, le ossa, le giunture e anche i nostri canali energetici (meridiani o nadi).

C’è chi per definire qualcosa di similare a questo  oggi dà il nome di Yin yoga, per me è solo l’insieme della mia esperienza personale che non intendo trasmettere come unica verità ma  come una delle tante vie percorribili dello yoga.

Om shanti

Claudia Boni

 

 

 

 

Nada Yoga (Gitananda Yoga Tradition)

La voce rappresenta l’espressione più autentica della personalità di ognuno anche in riferimento ad un dato momento ed esprime le nostre emozioni. La voce è in grado di rafforzare il corpo e di calmare emozioni e mente. La stessa parola per-sona, colei che passa attraverso il suono, ci parla di come l’individuo sia caratterizzato per il suo “suono”, piuttosto che per la modalità in cui appare o agisce. È iniziata una nuova emozionante avventura con il Nada Yoga, il lato vibrazionale dello yoga. Una strada ancora lunghissima da percorrere.

Grazie al lignaggio ininterrotto di tutti i Maestri (Paramparā), che hanno trasmesso la purezza degli insegnamenti e la sapienza della Tradizione Rishiculture Ashtanga Yoga (The Gitananda Yoga Tradition) http://www.rishiculture.in/ e grazie anche a Sangeeta Laura Biagi https://www.facebook.com/drsangeetalaurabiagi/.

Yoga e insonnia

Che cos’è l’insonnia se non la maniaca ostinazione della nostra mente a fabbricare pensieri, ragionamenti, sillogismi e definizioni tutte sue, il suo rifiuto di abdicare di fronte alla divina incoscienza degli occhi chiusi o alla saggia follia dei sogni?“ —  Marguerite Yourcenar, libro Memorie di Adriano

L’insonnia è spesso dovuta ad ansia, stress, affaticamento. Quando non riusciamo a rilassarci è spesso a causa del nostro sistema nervoso simpatico, quella parte del sistema nervoso autonomo che agisce su muscoli involontari come il cuore i polmoni, accelera il ritmo cardiaco, aumenta la frequenza respiratoria, e vengono secreti gli ormoni dello stress.

Molte persone ritengono che il rilassamento sia una cosa molto semplice, che basti sdraiarsi e chiudere gli occhi. Ma se non si è liberi dalle tensioni muscolari, mentali ed emozionali, non si sarà mai rilassati. Nonostante una sensazione di benessere superficiale, può accadere che alcuni si mangino le unghie, battano i piedi, camminino avanti e indietro continuamente, fumino a catena… evidentemente manca loro la consapevolezza delle proprie tensioni interiori. Anche durante il sonno pensieri e preoccupazioni attraversano la mente così che la persona tesa si sveglia durante la notte e al mattino si sente estremamente esaurita.

Lo Yoga attraverso pranayama, meditazione, asana e mudra, oltre a renderci consapevoli dei nostri stati interiori, attiva il sistema parasimpatico che agisce sull’organismo per prepararlo al riposo, rallenta il battito cardiaco, la pressione arteriosa, il respiro.

Una fra le tante tecniche che si possono utilizzare per combattere l’insonnia si chiama Yoga Nidra, è molto potente e insegna a rilassarsi consciamente a livello fisico, mentale ed emozionale ed è un trattamento di grande successo per l’insonnia. Persone che soffrivano di questo disturbo e che praticano Yoga Nidra al momento di andare a letto, affermano che normalmente si addormentano durante la pratica.
Il rilassamento di una pratica di Yoga Nidra equivale a diverse ore di sonno privo di consapevolezza (si dice che un’ ora di pratica equivalga a 4 ore di sonno riposante).

Per informazioni relative ad una eventuale sessione individuale online (+ file audio per eseguire successivamente la pratica in autonomia a casa), invia una mail a info@claudiaboni.it


Surya Bedhana Pranayama è in grado di migliorare anche le prestazioni sportive

Storia del Basket

Surya Bedhana Pranayama, secondo un articolo del 2016 apparso sull’ International Journal of Physical Education, Sports and Health , è in grado di migliorare anche le prestazioni sportive. Un gruppo di 10 giocatori di basket è stato monitorato nelle prestazioni sportive prima dell’esecuzione di questo pranayama e dopo 10 minuti di esecuzione di Surya Bedhana Pranayama. I risultati sono senza dubbio positivi. Questo pranayama che prevede la respirare attraverso la narice destra in base a una tecnica particolare, tende ad accrescere la vitalità e il dinamismo nel corpo, stimola il sistema nervoso simpatico, rimuove la letargia dal corpo e dalla mente e aumenta la grinta e coraggio.

___________

Fonte: https://www.kheljournal.com/archives/2016/vol3issue2/PartC/3-2-23.pdf

Gayatri mantra, un mantra Universale

Si dice che sia il più antico dei mantra, una preghiera vedica antichissima rivolta al sole (Savitur) per chiedere l’illuminazione per tutti gli esseri. Questo mantra invoca la sorgente radiosa della vita stessa, purificando i nostri pensieri, parole e azioni. Savitur, il Sole, è infatti noto per la sua vitalità e poteri di guarigione. La sua energia fornisce la forza vitale, o prana, che ricarica sia il corpo fisico che sottile e aiuta ad abbandonare le paure rafforzandoci.

Il Sole è quell’energia che ci spinge ad alzarci la mattina, che ci chiama all’azione e che ci porta gioia, che nutre e fa crescere piante e fiori. Quando ci si sente lontani da queste caratteristiche, quando si è in momenti di buio, e stasi nella vita, ci si può connettere con questo aspetto solare della natura.

Proprio come ogni essere vivente sul pianeta vive sotto lo stesso sole e riceve la stessa luce, così il Gayatri risplende eternamente sul nostro cammino interiore, illuminando la via, benedicendo il nostro viaggio.

Savitur dona anche il potere di raggiungere l’oggetto del proprio desiderio e offre a coloro che seguono la sua guida la propria luce interiore, la sacra conoscenza che si trova dentro ad ognuno in un percorso più diretto verso l’illuminazione spirituale.

“Tutti i poteri dell’universo sono già nostri. Siamo noi che mettiamo le nostre mani davanti ai nostri occhi e gridiamo che è buio “. SwamiVivekananda

Il Gayatri è uno dei mantra oggi più conosciuti e cantati al mondo, ed è definito un mantra Universale.

Ci suggerisce tramite la sua recitazione che è solo attraverso l’unità col Tutto che possiamo comprendere la diversità. Così come l’argilla che è solo Una , può generare contemporaneamente tante forme differenti, Il Brahman o energia cosmica come la si voglia chiamare, è unica, ma risiede contemporaneamente anche in tutti gli esseri viventi.

Le parole del Mantra:

Om bhur bhuvah svah
tat savitur varenyam
bhargo devasya dhimahi
dhiyo yo nah prachodayat

Donna Farhi, nel suo libro “Lo yoga nella vita” lo traduce così: “Tutto ciò che è sulla Terra, nella Terra e al di fuori di essa, deriva da un’unica fonte emanante. Se i miei pensieri, le mie azioni e le mie parole riflettessero la comprensione totale di questa unità, io sarei la pace che vado cercando.”

I mantra vengono tradizionalmente cantati in cicli di 108 ripetizioni, e questo perché secondo le scritture vediche, i nostri corpi fisici e sottili contengono 108 nadi principali, o canali energetici. Quando recitiamo un mantra 108 volte, quella vibrazione sonora riempie tutti i nostri canali energetici e li bilancia. Più cantiamo una particolare vibrazione sonora, più ci sintonizziamo su quella vibrazione.

Sotto il video con il mantra cantato da Deva Premal, puoi utilizzarlo come canto di 108 ripetizioni del Gayatri Mantra come base per una pratica quotidiana di meditazione del mantra, oppure puoi anche lasciarlo suonare sullo sfondo della vita quotidiana o prima di dormire, andando così a purificare l’energia nel tuo spazio.

Quaderni di Yoga nr. 1: LA RESPIRAZIONE

Secondo una leggenda della tradizione indiana legata al respiro, i nostri respiri sarebbero contati e la durata della vita dipenderebbe dalla velocità con cui respiriamo.
Più sono brevi i tempi tra un respiro e l’altro e più in fretta consumiamo il numero di respiri messi a nostra disposizione al momento della nascita. Per vivere a lungo non ci resta quindi che respirare profondamente e lentamente.
Un quaderno di esercizi pratici per imparare a conoscere come respiriamo,  quale  sia una respirazione corretta, e come eventualmente “aiutarla” attraverso semplici esercizi e accorgimenti.

Acquista in Formato Kindle 

Acquista in Formato cartaceo

SOMMARIO

PREFAZIONE

DIAFRAMMA, IL MUSCOLO  DEL RESPIRO CONSAPEVOLE

COME SI MODIFICA LA RESPIRAZIONE DURANTE LA NOSTRA VITA

IL SIGNIFICATO SIMBOLICO DEL NOSTRO APPARATO RESPIRATORIO

PRINCIPALI DISTURBI E PROBLEMATICHE CAUSATI DA DISFUNZIONI RESPIRATORIE

COSA CI RACCONTA LA NOSTRA RESPIRAZIONE
Esercizio n. 1

RESPIRAZIONE E YOGA
Esercizio n. 2 – Come percepire le tre fasi della respirazione: diaframmatica / toracica / clavicolare
Esercizio n. 3 – Respirazione completa yogica
Esercizio n. 4 – Test di misurazione dell’ampiezza respiratoria
Esercizio n. 5 – Piccola pratica Yoga

IL PRÂNAYAMA E SUE VARIANTI
Ujjayi Prânayama
(Respirazione del guerriero)
Sama Vritti Prânayama
(Respirazione quadrata)
Chandra Bhedana Prânayama
(Respirazione della luna)
Surya Bhedana Prânayama
 (Respirazione del sole)

Surya Chandra Bhedana Prânayama
(Respirazione a narici alternate)
Viloma Prânayama
(Respirazione frazionata)
Kapâlabhâti Prânayama
(Respirazione di fuoco o del cranio lucente)
Bhramari Prânayama
(Respirazione dell’ape o del calabrone)
Sitali Prânayama
(Respirazione rinfrescante)

L’AUTRICE
Claudia Boni pratica lo Yoga e la Meditazione dal 1988 e li insegna dal 2009, offrendo anche percorsi specifici rivolti alle donne in gravidanza e menopausa.
Parallelamente dal 2001 organizza conferenze, convegni e seminari su temi legati alla salute e al ben-essere (medicina integrata, alimentazione, spiritualità) e dal 2017 è Presidente di 360GradiEventi, realtà che organizza eventi nel settore medico scientifico.

… sull’ arroganza

Uno degli ostacoli principali nel conseguire l’Illuminazione è l’arroganza: un senso di orgoglio che ci fa sentire molto importanti.

Le avversità tendono a sgonfiare  questo atteggiamento pomposo, conferendo maggiore umiltà alla nostra pratica. Spesso i tibetani paragonano l’arroganza alla terra che si trova in cima agli alti picchi della montagna, uno strato così fine dove non può crescerci nulla.

Ma quando il suolo della cima scivola, scivola giù nella valle,  diventa una fertile base per il raccolto.

Così analogamente, è nella valle dell’umiltà che crescono le qualità dell’Illuminazione, non sui nudi picchi dell’arroganza.

Due facili tecniche per combattere il mal di testa

Malditesta? Perchè non provare con due tecniche semplicissime e spesso anche efficaci.
Eseguirle entrambe in una posizione seduta comoda, anche su una sedia, in questo caso appoggiando bene i piedi a terra e mantenendo la schiena diritta.
1/ Provate a chiudere la narice destra e usare solo la narice sinistra per respirare. Fatelo dai tre ai cinque minuti, e il vostro mal di testa potrebbe anche andarsene!
2/ Portate entrambe le mani in Mahasirs Mudra (avvicinando fra loro le punte del pollice, indice e medio, piegare e appoggiare la punta l’anulare alla base del pollice, distendere il dito mignolo) e notate in quale area della testa sentite la tensione o la pressione, riconoscendo che questo è solo un accumulo di energia che intendete rilasciare.
IMG_1036
Inspirando, immaginate il respiro come un secchio vuoto che sale fino alla testa e raccoglie parte di quell’energia in eccesso. Mentre espirate, attirate il secchio lungo il corpo, riversando quell’energia a poco a poco sulle zone “asciutte” del vostro corpo. Lasciate che l’energia in eccesso nella testa si disperda lentamente in tutto il resto del corpo fino alle dita dei piedi.
Se sembra  che ci sia ancora dell’energia in eccesso, mentre il respiro raggiunge i piedi, rovesciate completamente il secchio lasciando che l’energia fuoriesca attraverso il fondo dei piedi e si disperda nella terra che andrà ad assorbirla.
Continuare questo ciclo di respirazione e visualizzazione per diversi minuti. Ad ogni inspirazione, raccoglete più energia in eccesso possibile nella testa, mentre ad ogni espirazione attiratela verso il basso disperdendola in tutto il corpo. Continuate questa visualizzazione fino a quando la testa non inizia a sentirsi più leggera.

Il libro tibetano del vivere e del morire.

Il 28 Agosto ha lasciato il corpo Sogyal Rinpoche, e al di là di polemiche o giudizi  sorti negli ultimi anni, voglio ricordare il suo capolavoro, il libro tibetano del vivere e del morire, la cui lettura consiglio veramente a tutti. Grazie Rinpoche .

Acquistabile su Amazon qui: https://amzn.to/2ZuX8mv

Risultati immagini per sogyal rinpoche il libro tibetano del vivere e del morire

LO YOGA NELLA VITA

Una delle più rinomate e amate insegnanti di Yoga a livello internazionale, Donna Farhi è l’autrice di questo meraviglioso libro che consiglio caldamente come lettura ( puoi trovarlo qui in formato eBook o cartaceo)

LO YOGA NELLA VITA – LA PRATICA QUOTIDIANA DI UNA VITA ILLUMINATA. 
«Sono stata testimone più e più volte del potere che ha lo Yoga di modificare schemi di comportamento apparentemente inamovibili e di risvegliare il corpo, la mente e il cuore a nuove possibilità. Non importa chi siamo o per quanto tempo ci siamo trincerati in comportamenti autodistruttivi: la pratica quotidiana dello Yoga ha il potere di metterci di fronte alla nostra fondamentale bontà innata e a quella degli altri. Riscoprire chi siamo in realtà nel nostro nucleo ci spiana la strada a fare esperienza della connessione con gli altri al livello più elementare. Questa capacità di connessione è al cuore della pratica detta Yoga. Non importa chi siate o crediate di essere, né importa quello che vi è successo in passato o a che punto vi troviate nel presente: chiunque abbia l’intenzione di andare al di là dei pensieri e dei comportamenti che limitano e immobilizzano se stessi può trovare, anzi troverà, la libertà con l’aiuto di questa pratica.»

Dedicato ai miei Maestri

In questa sezione voglio ricordare e onorare i principali Maestri che negli anni  hanno ispirato maggiormente il mio cammino a cominciare dalla  mia prima  insegnante di Yoga (Claudia Cavallotti) che nel lontano 1989 è stata capace di farmi amare da subito questa  meravigliosa disciplina.

Seguivo il mio sentiero terreno e non sapevo dove stessi andando. Mi colpì come folgore lo sguardo di un Maestro. Egli mi prese per mano e camminò con me. Ora so dove sto andando; la lucente lampada davanti a me è una gioia bruciante nel cuore.

Possano tutti i grandi maestri avere una lunga vita. Possano le loro attività illuminate diffondersi. Possano i loro insegnamenti dissipare il velo di oscurità che ricopre tutti gli esseri .

Chögyal Namkhai Norbu

norbuHo incontrato purtroppo (o per fortuna!) questo Maestro solo negli ultimi anni della sua esistenza terrena (il 27 settembre 2018,  il Maestro Chögyal Namkhai Norbu lascia il suo corpo), ma ho potuto assistere comunque ad alcuni  dei suoi preziosi insegnamenti.

Esperto di dottrine buddhiste, prima fra tutte lo Dzogchen. Esperto di medicina e farmacopea tradizionale fu promotore della diffusione e dello studio di queste discipline in Occidente, ha studiato anche i testi fondamentali della medicina e dell’astrologia tibetana.

Fine conoscitore della lingua e della letteratura tibetana, ha insegnato questa disciplina per decenni promuovendo e partecipando a congressi sia in Oriente che in Occidente, favorendo anche la traduzione in lingue occidentali di alcuni dei più importanti testi dell’insegnamento Dzogchen.

Fu finissimo letterato e poeta. La sua prosa è riconosciuta tra le più elevate e i suoi versi, ispirati e ispiranti, sono dotati di forza non comune.

Il 2 Giugno 2018 gli fu conferita l’onorificenza di Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana per ricompensare benemerenze acquisite verso la Nazione nel campo delle lettere, delle arti, della economia e nel disimpegno di pubbliche cariche e di attività svolte a fini sociali, filantropici ed umanitari, nonché per lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari”.

“.. la vita è come un sogno.. [..] scopriamo che un sogno è un sogno quando ci svegliamo.. ma i grandi sogni, li scopriamo quando stiamo morendo ed entriamo in uno stato di Bardo (stato transitorio) “

Namkhai Norbu, la Luce Splendente del Kailash

Yoga Nidra

pavim.pelv.Yoga Nidra è una pratica semplicissima ma potente che possono praticare tutti, al di là dell’età, costituzione o capacità fisiche. Praticato con continuità può essere di aiuto per sciogliere tensioni fisiche, correggere abitudini indesiderate e per vincere l’ansia, dona serenità, stabilità e lucidità mentale.

Adatto per chi soffre di:
insonnia,
• tensione muscolare,
• ansia,
• stress,
• paure
Consigliato a:
• sportivi prima della gare per migliorare le prestazioni
• donne in gravidanza
• per chi desidera portare un cambiamento nella propria vita

Una sola ora di Yoga Nidra equivale a quattro ore di sonno normale!

Yoga Nidra è una tecnica che deriva dal Tantra, con la quale si impara a rilassarsi coscientemente. E’ uno stato di “sonno dinamico”, cioè di un apparente sonno che però non permette alla mente di perdersi. Si impara a restare presenti a ogni momento che si sta vivendo e porta a un completo rilassamento del corpo e della mente, ci insegna a sciogliere le tensioni emozionali, mentali e fisiche, per guidarci verso un’esistenza più serena e consapevole, donando tranquillità e riposo ristoratore.
Quando la coscienza si trova in uno stato tra la veglia e il sonno la mente è eccezionalmente ricettiva .
All’ interno della pratica di Yoga Nidra, si usano delle intenzioni o affermazioni con le quali si riescono a risolvere conflitti repressi, desideri, memorie e impressioni che derivano da esperienze passate. Se l’intenzione viene impressa nella profondità del subconscio, per lungo tempo , porterà certamente i suoi frutti.
Si consiglia, per goderne tutti gli effetti, di continuare la pratica anche a casa.

Gli incontri, sono solitamente svolti come sessioni individuali  e durano circa 45 minuti. Agli iscritti verrà fornito l’accesso per scaricare il file  della pratica dello Yoga Nidra guidato e una dispensa in formato .pdf.

Per info: 338/6250217   info@claudiaboni.it

IL SIGNIFICATO DELLA MALATTIA DAL PUNTO DI VISTA DELLO YOGA

Anche gli insegnanti di yoga si ammalano? Ebbene sì, siamo TUTTI esseri mortali e assolutamente normali, e ci ammaliamo più o meno gravemente come tutti quanti. Questo allora significa che anche lo yoga non funziona come dovrebbe, così come qualcuno chiede provocatoriamente?

Yoga non è altro che l’unione di corpo, mente e spirito. Praticare yoga più e più volte a settimana per 25 lunghi anni, non ti rende automaticamente immortale o un “Unto dal Signore”!!!  La malattia  diventa una grande sfida e un processo di guarigione anche e soprattutto per l’ego di un insegnante o di un abile e veterano praticante, che umilmente deve riallinearsi e accettare di avere ancora molta strada e cammino evolutivo da compiere su questo piano di esistenza, proprio come ogni altro essere vivente che viaggia ancora qui in nostra compagnia.

Il nostro corpo si manifesta attraverso la malattia per portare la nostra attenzione a ciò che stiamo vivendo e che dobbiamo cambiare, a ciò che non va più bene o a ciò che dobbiamo accettare. ll termine  “malattia” deriva da mala-actio ossia mala-azione. Azione errata. Ciò che noi comunemente interpretiamo come il castigo di una “malattia”, in realtà non è altro che il tentativo perfetto e puntuale attraverso il quale il corpo cerca di parlarci per ritornare al suo innato equilibrio.

La pratica costante e duratura dello yoga  quindi anche se non sempre è in grado di preservarci da malattie e disagi fisici, porta però inevitabilmente a cambiare la nostra visione d’insieme della realtà, della vita e della morte, della salute e della malattia o dovrebbe quantomeno portarti a farlo.

Tutto ciò che esiste nell’Universo è armonico, dinamico, in continua evoluzione. La grande legge della vita è la legge del cambiamento. La malattia, qualunque essa sia, ci pone sempre davanti ad un bivio: continuare con la stessa modalità utilizzata fino a quel momento rimanendo nella malattia oppure fluire, cambiare e adattarsi per ritornare di nuovo in uno stato armonico. Imparare dall’acqua che prende la forma del nuovo contenitore, cambiando solo la forma ma non la sostanza. Abbandonare le resistenze e continuare a praticare con nuove modalità.

Il nostro equilibrio energetico viene regolarmente alterato da stili di vita errati e comportamenti alimentari scorretti. Le contratture e i blocchi energetici hanno luogo solo quando non stiamo amando noi stessi, gli altri o la nostra vita, quando sostituiamo il giudizio o il rifiuto all’accettazione; quando ci sovraccarichiamo troppo, quando subiamo perdite più o meno gravi, quando viviamo con forti attaccamenti, quando viviamo con continue forme pensiero negative, quando ci allontaniamo dalla condizione ‘naturale’ spesso a causa di esigenze di vita moderna. Ci si preoccupa, a giusta ragione,  di guarire velocemente ma dimentichiamo o non siamo interessati a comprendere veramente quali siano le cause che portano al nostro disagio.

Lo Yoga è una delle Vie possibili che ci insegna e ci abitua ad ascoltare i segnali del nostro corpo, capire cosa sta chiedendo, come ci sentiamo, come respiriamo,  imparando anche a ritrovare in noi la Vis medicatrix naturae (meccanismo in grado di attivare in noi stessi la forza di vera auto-guarigione), che in certi casi necessita di tempo per essere ristabilita, mentre in altri il percorso può essere  più semplice, in altri ancora consiste invece nell’accettare e apprezzare nuove modalità di essere.

Alla diagnosi della malattia vi sono due possibilità: agire sulla malattia rafforzandola o sulla persona, avviando la possibilità di guarigione. Tutto dipende da che parte ci schieriamo.  La fisica quantistica che ha molto  in comune con le millenarie scienze orientali sostiene che “Il ruolo importante lo svolge l’osservatore; l’osservatore cambia l’osservato, quindi, la realtà cambia a seconda della scelta che facciamo”. Ci concentriamo sulla malattia o sulla persona? Ecco che la malattia ne esce rafforzata se ci concentriamo su di essa, diversamente la malattia ne esce sconfitta se ci concentriamo sulla persona. E’ proprio l’effetto osservatore contemplato dalla nuova fisica ad insegnarci che il passaggio da possibile a probabile dipende da noi.

Non esiste mai un miglior o peggior modo di praticare un asana, davanti ai propri limiti fisici, ma solo il nostro  personale modo in questo preciso momento. Limitazioni, rigidità e incapacità sul tappetino ci mostrano semplicemente come stiamo vivendo il nostro presente o il nostro passato più recente. La malattia in sé non è un limite, non è la fine di qualcosa, non è un handicap ma un prezioso strumento e un percorso di consapevolezza verso il senso più alto e profondo della vita  e dell’individuo.

Claudia Boni – Samten Lhamo

REGALA O REGALATI 3 incontri individuali di EDUCAZIONE AL RESPIRO

images (1)Quando il respiro è agitato,
la mente è agitata.
Quando il respiro è immobile,

la mente è immobile
e il praticante raggiunge la stabilità.”
(Hathayogapradipika II-2)

Sapevi che insonnia, tensioni, stress, attacchi di panico, asma, apnee, paure, mancanza di energia, alterazioni nella circolazione sanguigna, digestioni difficili, nausee, difficoltà di evacuazione, e altri problemi, possono essere causati da una scorretta respirazione?Lo stress, le tensioni, o le forti emozioni intervengono sul nostro respiro fino a modificarlo e a cambiarne il naturale funzionamento.

In pochi respirano muovendo il diaframma, spesso questo muscolo è bloccato, causando una serie di problemi. Prova ad osservare la tua respirazione: quando inspiri sollevi le spalle? Oppure gonfi il torace e l’addome rientra? In questo caso la tua respirazione è scorretta.

Il respiro è uno dei più potenti farmaci naturali che esista. Occorre solo imparare ad utilizzarlo!

Nel corso si imparerà a:

  • ascoltare e comprendere la propria respirazione naturale
  • valutare l’ampiezza del nostro respiro,
  • respirazione e psicosomatica
  • Respirazione e salute
  • la respirazione addominale (Adham)
  • la respirazione intercostale (Madhyam)
  • la respirazione clavicolare (Adhyam)
  • la respirazione yogica completa (Mahat pranayama)
  • Alcuni esercizi per variare una respirazione errata o incompleta
  • Esercizi di pranayama per calmare la mente e placare l’ansia e lo stress

Pranayama. La dinamica del respiro

In assoluto uno dei migliori libri che sia mai stato scritto sulla pratica del Pranayama ed è uno dei più conosciuti dell’autore, André Van Lysebeth, uno dei pionieri dello Yoga in Occidente. Morto nel 2004, la sua scuola è incontestabilmente una delle migliori d’Europa.

https://amzn.to/3mmOFcn

IL PASSAGGIO DELLA MENOPAUSA

imagesIncontri individuali di accompagnamento della donna

Se con la fine dell’infanzia la donna diventa capace di concepire, con la fine del periodo procreativo la donna diventa capace di utilizzare ed esprimere una creatività più interiore. In natura nessuna stagione è più importante dell’altra ma è solamente “diversa”. Nulla viene tolto ma solo trasformato. Quindi l’energia ora non più procreativa della donna, si esprime in menopausa sotto forma di saggezza, introspezione, intuitività.

La menopausa è il grande rito di passaggio della donna che le dona capacità di perdonare e superare il passato per imparare da esso e per trasformarsi in donna saggia.

Dentro il clan delle donne, la donna più anziana, era colei che veniva tenuta molto in considerazione e che tramandava le sue conoscenze: l’arte di prendersi cura degli altri e la consapevolezza del femminile. Accompagnava le ragazze entrate in pubertà, le madri in gravidanza, la cura dei piccoli. Era spesso anche una Guaritrice in quanto aveva maturato un’esperienza di vita tale che la portava a comprendere e a interagire con il dolore e malattia. Oggi purtroppo non è più così.

In questo nuovo periodo, le incombenze famigliari e lavorative diventano forse meno impegnative, così la menopausa può diventare anche un tempo per prendersi finalmente cura di se stesse e del proprio spirito (sarebbe il momento di iniziare pratiche meditative o di yoga), di condividere la propria esperienza con altri, di incanalare la propria creatività non più possibile sul piano corporeo in altro modo.

È il momento giusto per iniziare a curare il proprio corpo, non per ricercare una gioventù che non può certo ritornare, ma per ascoltare e comprendere meglio un corpo forse troppo a lungo trascurato, e dimenticato.

Invece di rifiutare il nuovo cambiamento psico-fisico, impariamo ad accogliere il nostro corpo-mente e le sue reazioni con accettazione, dolcezza e cura e tutto si normalizza. Il nostro corpo sa cosa fare.  Sa come trovare il suo nuovo equilibrio. Se lo accogliamo, ci rilassiamo, ci ammorbidiamo e ci focalizziamo sui valori positivi della menopausa, il benessere ritorna.

(tratto dal libro: I SALI DI SCHUSSLER. L’ARTE DELL’ANALISI VISUALE PER VIVERE IN SALUTE E VITALI, Claudia Boni ed. L’età dell’Acquario )

Argomenti del corso: 

  1. Percezione e conoscenza del proprio corpo-mente spirito : il bacino, il pavimento pelvico, il respiro, le emozioni.
  2. Semplici tecniche di respirazione e di rilassamento per ritrovare il proprio centro.
  3. Esercizi per lo scioglimento delle articolazioni e per la flessibilità della colonna vertebrale,
  4. Automassaggio e tecniche per mitigare ansia e depressione.
  5. Visualizzazioni e meditazioni guidate.
  6. Ginnastica oculare per espandere la visione.
  7. Consigli e rimedi semplici per accompagnare il corpo verso il grande cambiamento: fiori di Bach, sali minerali di Schussler, modi di vivere e nutrirsi fra le risorse più preziose.

Per informazioni e/o prenotazioni: info[@]claudiaboni.it

Accompagnamento empatico degli animali alla fine della vita.

animaliDomenica 19 Novembre 2017 dalle ore 9.30 alle ore 18.00 con pausa pranzo 

DI COSA SI TRATTA?

24 milioni di italiani condividono la loro vita con un compagno animale: un rapporto affettivo stretto e arricchente.

Ma che accade quando la vita di un amico animale volge al termine? Esistono le cure palliative per gli animali?

L’eutanasia animale è sempre davvero l’unica soluzione per evitare che soffrano?

A volte, quando ci lasciano, in quella perdita risuonano altre perdite: come affrontare un dolore che gli altri sembrano non capire?

Un seminario ricco di storie e di inoppugnabili fatti scientifici che ci spiegano come, in certe condizioni, la nostra mente e quella dei nostri compagni animali riescono a toccarsi…

A CHI SI RIVOLGE:

A chi ha animali, a chi li ama, a chi lavora nei canili o nei gattili, agli educatori cinofili, ai veterinari…

DOCENTE: Daniela Muggia, tanatologa, e co-autrice, insieme al veterinario dott. Stefano Cattinelli del libro “Tenersi per zampa fino alla fine” ed. Amrita.  Premio Terzani 2008 per l’Umanizzazione della Medicina, ha messo a punto il metodo ECEL che insegna in ospedali, hospice e master in cure palliative, per addestrare il personale a questo approccio. Quello svoltosi nel 2010 in un reparto di terapia intensiva cardiochirurgica di Parma è diventato Progetto-pilota per l’umanizzazione e la dignità della persona nelle Terapie Intensive della Regione Emilia Romagna.

DOVE SI SVOLGE IL SEMINARIO: Tenuta Santo Stefano –  Campagnola Emilia (RE)

COSTO: 100 euro. Iscrizione valida con il versamento della caparra di 50 euro tramite Bonifico bancario – iban: IT31U0760112800001004938997 intestato a Boni Claudia.

PER ISCRIZIONI: Le iscrizioni chiudono il 5 Novembre 2017

  • Per iscrizioni entro il 30-8-2017: sconto 20%; 
  • Per iscrizioni entro il 30-9-2017: sconto 10%

PER INFORMAZIONI: 338/6250217 Claudia – email: claudiaboni.ac@gmail.com

Scarica il volantino del seminario

E’ ufficiale: anche la scienza conferma che lo Yoga è meglio di un antidepressivo

imagesLa pratica dello yoga abbinato a una respirazione profonda e alla meditazione ha alleviato i sintomi della depressione in numerosi pazienti diventando così un valido trattamento naturale. Ci sono diversi studi oramai che lo dimostrano.

Il dottor Delia Chiaramonte, direttore dell’istruzione, presso il Centro di Medicina Integrativa presso la Facoltà di Medicina dell’Università di Maryland, afferma che poiché la pratica dello yoga combina sia l’esercizio fisico che la meditazione, a suo avviso dovrebbe essere considerata come un trattamento aggiuntivo per la depressione. Può essere utilizzato insieme ad altre forme di esercizio, strategie cognitive, meditazione, immagini guidate e in casi gravi, farmaci antidepressivi.

Il dottor Chris Streeter, professore associato di psichiatria e neurologia presso la Boston University School of Medicine, spiega che lo Yoga e la respirazione colpiscono il sistema nervoso autonomo, e se il sistema nervoso autonomo è equilibrato il resto del cervello funziona meglio.  Secondo la ricerca il 40% delle persone che usano antidepressivi non riescono a riprendersi completamente dalla depressione.  Lo yoga può essere considerato come un bastone che aiuta nel disagio più profondo, ed è un’altra voce che si può aggiungere al regime di trattamento e che potrebbe sicuramente aiutare a stare meglio.

“Gli esseri umani sono animali emozionali complessi. Il nostro comportamento è direttamente controllato dal sistema nervoso centrale, dal sistema nervoso autonomo e dal nostro sistema ghiandolare. Quando questi sistemi di controllo sono fuori equilibrio, si avverte un’ampia gamma di emozioni dal nervosismo alla rabbia all’ansia e alla depressione.”  Conclude Il dottor Gregg Biegel, medico ed istruttore di Kundalini yoga affermando che la pratica dello yoga può aiutare a regolare e bilanciare i sistemi di controllo del corpo incorporando il respiro e il movimento.

Uno studio pubblicato sul Journal of Clinical Psychiatry da ricercatori della Perelman School of Medicine dell’Università della Pennsylvania, aveva messo in evidenza quanto lo yoga sia positivo per chi soffre di depressione maggiore. Nel corso della ricerca solo il gruppo di pazienti che aveva seguito sessioni di yoga regolarmente  aveva ottenuto miglioramenti.

Un ulteriore studio, pubblicato nel Journal of Alternative and Complementary Medicine e riportato dal Time ha preso in esame un campione di 30 persone di età compresa tra i 18 e i 64 anni con la diagnosi di depressione. I partecipanti che avevano frequentato almeno tre o quattro lezioni settimanali di yoga anche a casa, dopo circa tre mesi, avevano notato una diminuzione del disagio di almeno il 50%.

Fonte:

http://time.com/4695558/yoga-breathing-depression/

 

Dice Lao Tzu

“Gli esseri umani sono morbidi e flessibili.
quando nascono, duri e rigidi quando muoiono.
Gli alberi e le piante sono teneri e flessibili
quando sono in vita, secchi e rigidi quando sono morti …
La rigidità e la forza sono inferiori,
la flessibilità e la morbidezza superiori.”

….. e con lo Yoga si diventa morbidi e flessibili, nel corpo e nella mente!