Quale tipo di yoga?

Spesso mi viene chiesto: “Quale tipo di yoga stiamo praticando?”

Abbiamo sempre un gran bisogno di dare nomi, qualifiche, di confrontarci con amici che praticano altri tipi di yoga, di appartenere a gruppi definiti… e l’esperienza personale dove la mettiamo?

Buddha stesso esortava i  suoi discepoli a non fare qualcosa solo perchè lo diceva lui, ma di sperimentarlo in prima persone e solo se lo si trovava di beneficio allora era bene continuare per quella via, altrimenti erano liberi di scegliere altre strade e altri maestri.

Credo non sia così importante etichettare con un nome, quanto ascoltare l’esperienza che stiamo facendo, il risultato che otteniamo, non in una settimana, ma in mesi e anni di pratica.

Io provengo dall’hata yoga classico che praticavo a 25 anni, sono passata per la yogaterapia che ho incontrato svariati anni dopo, la meditazione buddhista, la Medicina Tradizionale Cinese e lo shiatsu e nel frattempo ho trasformato e variato la mia pratica più e più volte: durante le due gravidanze, e ancora più tardi  con la menopausa. Alcuni traumi e problemi fisici mi hanno costretto a modificare  talvolta ancora le modalità della mia pratica quotidiana e così oggi dopo più di 25 anni, quello che trasmetto non è altro che l’insieme delle mie esperienze.

Nella nostra cultura tendiamo a favorire sempre l’energia yang. Siamo continuamente spinti a raggiungere, accumulare, espandere, accelerare, produrre, acquisire e guadagnare. Tutto questo finisce per lasciarci squilibrati , impoveriti e stressati. A volte anche lo yoga praticato in occidente va in questa direzione.

Praticare yoga oggi per me significa rallentare, rispettare i propri limiti e ascoltare la saggezza del nostro corpo e  i feedback ricevuti, nutrire l’ energia yin  più femminile e riportare equilibrio attraverso posture tenute più a lungo prevalentemente a terra e con attenzione costante al proprio respiro. In questo modo  la muscolatura  si rilassa e le  contratture possono essere più facilmente  rilasciate, e tutto ciò  favorisce il raggiungimento di strati più profondi riequilibrando così il  tessuto connettivo,  i tendini, le ossa, le giunture e anche i nostri canali energetici (meridiani o nadi).

C’è chi per definire qualcosa di similare a questo  oggi dà il nome di Yin yoga, per me è solo l’insieme della mia esperienza personale che non intendo trasmettere come unica verità ma  come una delle tante vie percorribili dello yoga.

Om shanti

Claudia Boni

 

 

 

 

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REGALA O REGALATI 3 incontri individuali di EDUCAZIONE AL RESPIRO

images (1)Quando il respiro è agitato,
la mente è agitata.
Quando il respiro è immobile,

la mente è immobile
e il praticante raggiunge la stabilità.”
(Hathayogapradipika II-2)

Sapevi che insonnia, tensioni, stress, attacchi di panico, asma, apnee, paure, mancanza di energia, alterazioni nella circolazione sanguigna, digestioni difficili, nausee, difficoltà di evacuazione, e altri problemi, possono essere causati da una scorretta respirazione?Lo stress, le tensioni, o le forti emozioni intervengono sul nostro respiro fino a modificarlo e a cambiarne il naturale funzionamento.

In pochi respirano muovendo il diaframma, spesso questo muscolo è bloccato, causando una serie di problemi. Prova ad osservare la tua respirazione: quando inspiri sollevi le spalle? Oppure gonfi il torace e l’addome rientra? In questo caso la tua respirazione è scorretta.

Il respiro è uno dei più potenti farmaci naturali che esista. Occorre solo imparare ad utilizzarlo!

Nel corso si imparerà a:

  • ascoltare e comprendere la propria respirazione naturale
  • valutare l’ampiezza del nostro respiro,
  • respirazione e psicosomatica
  • Respirazione e salute
  • la respirazione addominale (Adham)
  • la respirazione intercostale (Madhyam)
  • la respirazione clavicolare (Adhyam)
  • la respirazione yogica completa (Mahat pranayama)
  • Alcuni esercizi per variare una respirazione errata o incompleta
  • Esercizi di pranayama per calmare la mente e placare l’ansia e lo stress

IL PASSAGGIO DELLA MENOPAUSA

imagesIncontri individuali di accompagnamento della donna a Rio Saliceto (RE) e Carpi (MO)

Se con la fine dell’infanzia la donna diventa capace di concepire, con la fine del periodo procreativo la donna diventa capace di utilizzare ed esprimere una creatività più interiore. In natura nessuna stagione è più importante dell’altra ma è solamente “diversa”. Nulla viene tolto ma solo trasformato. Quindi l’energia ora non più procreativa della donna, si esprime in menopausa sotto forma di saggezza, introspezione, intuitività.

La menopausa è il grande rito di passaggio della donna che le dona capacità di perdonare e superare il passato per imparare da esso e per trasformarsi in donna saggia.

Dentro il clan delle donne, la donna più anziana, era colei che veniva tenuta molto in considerazione e che tramandava le sue conoscenze: l’arte di prendersi cura degli altri e la consapevolezza del femminile. Accompagnava le ragazze entrate in pubertà, le madri in gravidanza, la cura dei piccoli. Era spesso anche una Guaritrice in quanto aveva maturato un’esperienza di vita tale che la portava a comprendere e a interagire con il dolore e malattia. Oggi purtroppo non è più così.

In questo nuovo periodo, le incombenze famigliari e lavorative diventano forse meno impegnative, così la menopausa può diventare anche un tempo per prendersi finalmente cura di se stesse e del proprio spirito (sarebbe il momento di iniziare pratiche meditative o di yoga), di condividere la propria esperienza con altri, di incanalare la propria creatività non più possibile sul piano corporeo in altro modo.

È il momento giusto per iniziare a curare il proprio corpo, non per ricercare una gioventù che non può certo ritornare, ma per ascoltare e comprendere meglio un corpo forse troppo a lungo trascurato, e dimenticato.

Invece di rifiutare il nuovo cambiamento psico-fisico, impariamo ad accogliere il nostro corpo-mente e le sue reazioni con accettazione, dolcezza e cura e tutto si normalizza. Il nostro corpo sa cosa fare.  Sa come trovare il suo nuovo equilibrio. Se lo accogliamo, ci rilassiamo, ci ammorbidiamo e ci focalizziamo sui valori positivi della menopausa, il benessere ritorna. (tratto dal libro: I SALI DI SCHUSSLER. L’ARTE DELL’ANALISI VISUALE PER VIVERE IN SALUTE E VITALI, Claudia Boni ed. L’età dell’Acquario )

Argomenti del corso: percezione e conoscenza del proprio corpo-mente spirito: il bacino, il pavimento pelvico, il respiro, le emozioni.

Semplici tecniche di respirazione e di rilassamento per ritrovare il proprio centro. Esercizi per lo scioglimento delle articolazioni e per la flessibilità della colonna vertebrale, automassaggio e tecniche per mitigare ansia e depressione, visualizzazioni e meditazioni guidate. Ginnastica oculare per espandere la visione. Consigli e rimedi semplici per accompagnare il corpo verso il grande cambiamento: fiori di Bach, sali minerali di Schussler, modi di vivere e nutrirsi fra le risorse più preziose.

 

Nuovi orari di yoga e meditazione da inizio settembre

water_ANItraspPuoi prenotare fin da ora la tua preferenza di giorno e orario  per i nuovi corsi che partiranno dal 4 settembre, così da evitare che nei mesi di maggiore affluenza di prove e nuovi iscritti, non trovi il posto. Se sei nuovo, vuoi fare una lezione di prova già ad agosto puoi prenotarti per il 21 o 28 agosto ore 19 a Rio Saliceto. Altrimenti puoi farla anche dopo su prenotazione e quando ci sono posti disponibili.

Nuovi orari  validi dal 4  settembre 2017 al 8 giugno 2018

(la prima lezione è di prova)

Lunedì mattina  a Carpi (MO) presso Aikido  dalle ore 9 alle ore 10

Lunedì pomeriggio a Rio Saliceto (RE)  in via Grilli 2  – dalle ore 17.30 alle ore 18.30

Lunedì sera a Rio Saliceto (RE)  in via Grilli 2  – dalle ore 19 alle ore 20

Mercoledì mattina a Rio Saliceto (RE) in via Grilli 2  – dalle ore 9.00 alle 10.00

Giovedì mattina a Carpi (MO) presso Aikido – dalle ore 9 alle ore 10

Giovedì sera a Luzzara (RE)  in via Dalai 16 presso lo Studio Lotus – dalle ore  18.00 alle 19.00

Sabato mattina a Luzzara (RE)  in via Dalai 16 presso lo Studio Lotus – dalle ore  9.15 alle 10.15

Per informazioni e prenotazioni: tel.338 6250217 (Claudia)

Accompagnamento empatico degli animali alla fine della vita.

animaliDomenica 19 Novembre 2017 dalle ore 9.30 alle ore 18.00 con pausa pranzo 

DI COSA SI TRATTA?

24 milioni di italiani condividono la loro vita con un compagno animale: un rapporto affettivo stretto e arricchente.

Ma che accade quando la vita di un amico animale volge al termine? Esistono le cure palliative per gli animali?

L’eutanasia animale è sempre davvero l’unica soluzione per evitare che soffrano?

A volte, quando ci lasciano, in quella perdita risuonano altre perdite: come affrontare un dolore che gli altri sembrano non capire?

Un seminario ricco di storie e di inoppugnabili fatti scientifici che ci spiegano come, in certe condizioni, la nostra mente e quella dei nostri compagni animali riescono a toccarsi…

A CHI SI RIVOLGE:

A chi ha animali, a chi li ama, a chi lavora nei canili o nei gattili, agli educatori cinofili, ai veterinari…

DOCENTE: Daniela Muggia, tanatologa, e co-autrice, insieme al veterinario dott. Stefano Cattinelli del libro “Tenersi per zampa fino alla fine” ed. Amrita.  Premio Terzani 2008 per l’Umanizzazione della Medicina, ha messo a punto il metodo ECEL che insegna in ospedali, hospice e master in cure palliative, per addestrare il personale a questo approccio. Quello svoltosi nel 2010 in un reparto di terapia intensiva cardiochirurgica di Parma è diventato Progetto-pilota per l’umanizzazione e la dignità della persona nelle Terapie Intensive della Regione Emilia Romagna.

DOVE SI SVOLGE IL SEMINARIO: Tenuta Santo Stefano –  Campagnola Emilia (RE)

COSTO: 100 euro. Iscrizione valida con il versamento della caparra di 50 euro tramite Bonifico bancario – iban: IT31U0760112800001004938997 intestato a Boni Claudia.

PER ISCRIZIONI: Le iscrizioni chiudono il 5 Novembre 2017

  • Per iscrizioni entro il 30-8-2017: sconto 20%; 
  • Per iscrizioni entro il 30-9-2017: sconto 10%

PER INFORMAZIONI: 338/6250217 Claudia – email: claudiaboni.ac@gmail.com

Scarica il volantino del seminario

E’ ufficiale: anche la scienza conferma che lo Yoga è meglio di un antidepressivo

imagesLa pratica dello yoga abbinato a una respirazione profonda e alla meditazione ha alleviato i sintomi della depressione in numerosi pazienti diventando così un valido trattamento naturale. Ci sono diversi studi oramai che lo dimostrano.

Il dottor Delia Chiaramonte, direttore dell’istruzione, presso il Centro di Medicina Integrativa presso la Facoltà di Medicina dell’Università di Maryland, afferma che poiché la pratica dello yoga combina sia l’esercizio fisico che la meditazione, a suo avviso dovrebbe essere considerata come un trattamento aggiuntivo per la depressione. Può essere utilizzato insieme ad altre forme di esercizio, strategie cognitive, meditazione, immagini guidate e in casi gravi, farmaci antidepressivi.

Il dottor Chris Streeter, professore associato di psichiatria e neurologia presso la Boston University School of Medicine, spiega che lo Yoga e la respirazione colpiscono il sistema nervoso autonomo, e se il sistema nervoso autonomo è equilibrato il resto del cervello funziona meglio.  Secondo la ricerca il 40% delle persone che usano antidepressivi non riescono a riprendersi completamente dalla depressione.  Lo yoga può essere considerato come un bastone che aiuta nel disagio più profondo, ed è un’altra voce che si può aggiungere al regime di trattamento e che potrebbe sicuramente aiutare a stare meglio.

“Gli esseri umani sono animali emozionali complessi. Il nostro comportamento è direttamente controllato dal sistema nervoso centrale, dal sistema nervoso autonomo e dal nostro sistema ghiandolare. Quando questi sistemi di controllo sono fuori equilibrio, si avverte un’ampia gamma di emozioni dal nervosismo alla rabbia all’ansia e alla depressione.”  Conclude Il dottor Gregg Biegel, medico ed istruttore di Kundalini yoga affermando che la pratica dello yoga può aiutare a regolare e bilanciare i sistemi di controllo del corpo incorporando il respiro e il movimento.

Uno studio pubblicato sul Journal of Clinical Psychiatry da ricercatori della Perelman School of Medicine dell’Università della Pennsylvania, aveva messo in evidenza quanto lo yoga sia positivo per chi soffre di depressione maggiore. Nel corso della ricerca solo il gruppo di pazienti che aveva seguito sessioni di yoga regolarmente  aveva ottenuto miglioramenti.

Un ulteriore studio, pubblicato nel Journal of Alternative and Complementary Medicine e riportato dal Time ha preso in esame un campione di 30 persone di età compresa tra i 18 e i 64 anni con la diagnosi di depressione. I partecipanti che avevano frequentato almeno tre o quattro lezioni settimanali di yoga anche a casa, dopo circa tre mesi, avevano notato una diminuzione del disagio di almeno il 50%.

Fonte:

http://time.com/4695558/yoga-breathing-depression/

 

Dice Lao Tzu

“Gli esseri umani sono morbidi e flessibili.
quando nascono, duri e rigidi quando muoiono.
Gli alberi e le piante sono teneri e flessibili
quando sono in vita, secchi e rigidi quando sono morti …
La rigidità e la forza sono inferiori,
la flessibilità e la morbidezza superiori.”

….. e con lo Yoga si diventa morbidi e flessibili, nel corpo e nella mente!

Paura della morte e accompagnamento al morente

daniela-muggia

La dott.ssa Daniela Muggia, tanatologa, allieva del prof. Cesare Boni e di Sogyal Rinpoche,   sarà docente del seminario:

COME LIBERARSI DALLA PAURA DELLA MORTE E ACCOMPAGNARE EMPATICAMENTE LA FINE DELLA NOSTRA VITA E QUELLA DEI NOSTRI CARI

 il 2 Aprile 2017 dalle ore 9.30 alle ore 18.30 con pausa pranzo

Di cosa si tratta?

Il problema della paura della morte non è cosa da poco.Di solito, il solo argomento ci fa scappare a gambe levate, e la nostra società è lo specchio di questa inutile quanto illusoria rimozione di massa.

La parola d’ordine è apparire sempre giovani, quasi immortali.Così, quando la morte arriva, siamo perlopiù impreparati e disorientati.

Ci identifichiamo tutta la vita con il corpo e con la nostra mente: ma il corpo muore e l’encefalogramma diventa piatto, e se non possediamo una solida fede religiosa, cosa piuttosto rara, non c’è da stupirsi che la paura della morte sia così forte.

Se il corpo muore e la mente anche, c’è qualcosa che rimane, qualcosa su cui contare? Una risposta straordinariamente ricca e compatta ci viene oggi da quanto di più antico e di più moderno l’uomo abbia messo a punto: la meditazione, asse portante delle più grandi tradizioni mistiche della Terra, e la scienza, soprattutto attraverso la fisica quantistica, le neuroscienze e le indagini scientifiche sulle esperienze di premorte, altrimenti dette NDE.

Il seminario, molto interattivo,  prevede una parte teorica ed una esperienziale

A chi si rivolge:

A chiunque si trovi ad affrontare la propria morte (dunque a tutti!) o quella altrui (medici, personale sanitario o di assistenza, accompagnatori, o persone che, nella loro vita privata, si trovano ad essere attualmente accanto ad un malato che ha ricevuto una diagnosi infausta)

Dove:

Tenuta Santo Stefano
località ponte vettigano nr. 26
campagnola emilia (re)
(sulla provinciale carpi- guastalla)

Per informazioni sul corso: claudiaboni.ac@gmail.com    –  338/6250217

Costo: 100 euro

iscrizione  valida con il versamento della caparra di 50 euro tramite 

  • Bonifico bancario  su c/c postale intestato a Claudia Boni – iban: IT31U0760112800001004938997 (in questo caso inviare copia del bonifico)
  •  PAYPAL

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Lo Yoga integrato riduce non solo l’ansia ma anche l’infiammazione

meditazione-586x434Articolo di Francesco Bottaccioli

Uno studio anticipato online  da uno dei gruppi di ricerca più accreditati su scala mondiale, quello della celebre coppia Janice Kiecolt-Glaser e Ronald Glaser, psichiatra lei e immunologo lui, entrambi dell’università statale dell’Ohio, documenta che lo yoga è in grado di ridurre l’infiammazione sotto stress. Indagati due gruppi: uno di novizi, composto da 50 donne quarantenni alle prime armi in fatto di yoga, e l’altro di 25 esperti. Diverse le misure biologiche e fisiologiche realizzate sia in condizioni normali che in una sessione di stress sperimentalmente indotto. Questi i principali risultati: le novizie, paragonate alle esperte, hanno mostrato sotto stress un incremento del 40% nella produzione di interleuchina-6 (IL-6) e un aumento di quasi 5 volte della proteina C reattiva (PCR). Sia l’IL-6 che la PCR sono due importanti indici infiammatori che, in questo caso, testimoniano un’attivazione senza ragione del sistema immunitario che può avere importanti effetti negativi sulla salute. Interessante è il fatto che tutti i partecipanti allo studio hanno praticato quello che si può chiamare Yoga integrato o anche Yoga classico che è composto – secondo l’antico insegnamento di Patañjali, a cui sono attribuiti gli Yogasutra (195 aforismi sullo Yoga) databili II sec. avanti Cristo- di posizioni del corpo (asana), di controllo del respiro (prānāyāma), di concentrazione (dhāranā) e meditazione (dhyāna). Questo tipo di yoga sta soppiantando, almeno negli Stati Uniti, il cosiddetto Hathayoga basato pressoché esclusivamente su posizioni del corpo, spesso eccessivamente forzate. Negli ultimi anni invece la pratica è quella di unire posizioni dolci con tecniche del respiro e meditative. Anche gli studi clinici e sperimentali privilegiano questo approccio. Oltre al lavoro sopra ricordato, abbiamo una serie di studi che possiamo organizzare in due grandi categorie: yoga in condizioni fisiologiche e yoga in corso di malattie. Nel primo gruppo, la condizione più interessante è certamente quella della gravidanza. Qui abbiamo studi di Università indiane, come quella di Bangalore, e di Università americane che documentano una forte riduzione dell’ansia, dello stress nonché del dolore fisico che spesso accompagna il secondo e il terzo trimestre della gravidanza. Questi studi sono stati fatti paragonando lo yoga ai classici corsi prenatali della medicina occidentale: una gara che si è conclusa con punteggi tennistici a favore dello yoga. In forte sviluppo anche l’uso di tecniche di yoga integrale tra i ragazzi dei quartieri difficili delle metropoli americane come il Bronx. Infine, lo yoga e la meditazione vengono sempre più applicati in corso di disturbi come le vampate in menopausa o in quelli ben più gravi che accompagnano il cancro. Recenti studi randomizzati controllati hanno documentato in donne sottoposte alla terapia standard per il cancro al seno una significativa riduzione di ansia, stress, depressione e un aumento dell’energia e del benessere in generale. Insomma uno strumento di benessere da applicare su larga scala.

RIPRODUZIONE RISERVATA PUBBLICATO SU LA REPUBBLICA DEL 26.01.2010

Il gioco della vita

luceSe fossimo sempre immersi nella luce non ci renderemmo conto che cosa è la luce, così come se fossimo  solo e sempre zucchero non potremmo riconoscere il sapore dolce, o se fossimo sempre felici non potremmo sapere cosa è la felicità, se fossimo sempre sani non sapremmo cosa significa salute. Ci rendiamo conto di qualcosa solo quando, anche solo per un attimo, questa ci viene a mancare. Per questo non esiste luce senza buio, bene senza male, l’assoluto senza il relativo. Secondo i più grandi testi sapienziali orientali,  lo scopo della nostra vita è quello di distruggere il nostro senso di limitatezza per diventare consapevoli di essere allo stesso tempo limite e illimitato. Perchè il Divino non sarebbe consapevole del suo essere Infinito se non fosse nello stesso tempo anche finito. Ecco la ragione della sua creazione.

Incontri individuali di Yoga Nidra

imagesSHAVASANA

Yoga Nidra è una pratica semplicissima ma potente che possono praticare tutti, al di là dell’età, costituzione o capacità fisiche.

Yoga Nidra è una tecnica che deriva dal Tantra, con la quale si impara a rilassarsi coscientemente. E’ uno stato di “sonno dinamico”, cioè di un apparente sonno che però non permette alla mente di perdersi. Si impara a restare presenti a ogni momento che si stà vivendo e porta a un completo rilassamento del corpo e della mente, ci insegna a sciogliere le tensioni emozionali, mentali e fisiche, per guidarci verso un’esistenza più serena e consapevole, donando tranquillità e riposo ristoratore.

Quando la coscienza si trova in uno stato tra la veglia e il sonno la mente è eccezionalmente ricettiva e può essere utilizzata in molte attività, ad esempio per sviluppare la memoria, incrementare la conoscenza e la creatività, si potrebbero addirittura imparare nuove lingue o rimuovere abitudini indesiderate.

All’interno della pratica di Yoga Nidra, si usano quindi delle intenzioni o affermazioni con le quali si riescono a risolvere conflitti repressi, desideri, memorie e impressioni che derivano da esperienze passate. Se l’intenzione viene impressa nella profondità del subconscio, per lungo tempo , porterà certamente i suoi frutti.

Con questa tecnica si possono equilibrare le tensioni, sia fisiche che emotive, imparando a rilasciare le tensioni muscolari accumulate per lo stress della giornata ma anche quelle che sono frutto delle esperienza di vita. Contemporaneamente si riesce a controllare meglio le paure, le preoccupazioni, le ansie, apportando contemporaneamente chiarezza mentale e consapevolezza del proprio corpo.

Una sola ora di yoga nidra equivale a quattro ore di sonno normale!

E’ sempre possibile prenotare una lezione individuale di yoga nidra.

Ekadasi, come non mangiare cibo in certi giorni può portare salute e vitalità al corpo, e creare la situazione giusta per l’introspezione.

cropped-raja-yoga-meditation.jpgEkadasi, è l’11° giorno dopo la luna piena e L’11 ° giorno dopo la luna nuova. In media ogni 48 giorni ci sono tre Ekadashi, giorni energeticamente favorevoli per dedicarsi alla meditazione e ad ogni gioiosa attività spirituale. In alcune tradizioni dell’india si consiglia di sospendere in questi giorni ogni impegno, a parte le urgenze se possibile, di alleggerire la dieta, e prendersi del tempo per sé per nutrire lo spirito e il cuore, meditare e cantare.
Il motivo è che il pianeta si trova in un particolare stato energetico in quei giorni, quindi se manteniamo il nostro corpo leggero e disponibile, la nostra consapevolezza sarà favorita a portarsi verso l’interno. I giorni di Ekadasi sono inoltre giorni in cui liquidi e fluidi corporei tendono a raggiungere il loro massimo. Si ritiene che l’elevata presenza di acqua nel corpo stimoli in particolare i sensi e la sensibilità, che diventano più ricettivi, permettendo così di essere più aperti. Con lo stomaco pieno, e senza questa consapevolezza non si potrà notare la caratteristica di questi giorni speciali. Ecco perché è consigliato durante questi giorni osservare il digiuno o una dieta semplice e leggera, priva di cereali, legumi, carne o pesce, uova. Si trascorre quel giorno senza cibo – si cena il giorno precedente e di nuovo si cena il giorno di Ekadasi. (In alcune tradizioni è nel giorno seguente, chiamato dwadasi, che viene indicato un orario – per lo più di primo mattino – in cui ‘rompere’ la dieta del giorno precedente, il giorno di ‘rottura’ delle acque). Si può tranquillamente optare anche per una dieta a base di frutta, se il lavoro, l’attività fisica o altro non permettono il digiuno. L’astensione dal cibo non è fondamentale. Il punto è quello di trascorrere questi giorni facendo tutto in pura consapevolezza senza strafogarsi di cibo che appesantirebbe i nostri canali sottili.
La fisiologia umana si dice che passi attraverso un ciclo di circa 40 – 48 giorni, durante il quale ci sono tre giorni specifici, che possono essere diversi da persona a persona, nei quali il corpo non richiede cibo. Se si riuscisse a identificare autonomamente quei giorni nella propria vita e non dare cibo al corpo, in quanto non lo sta chiedendo, molti dei problemi di salute potrebbero essere risolti. Purtroppo la maggior parte degli esseri umani fatica ancora molto a diventarne consapevole, il consiglio è quindi di approfittare di questi giorni speciali adatti a tutti per digiunare o alleggerire i pasti, purificare il corpo, e connettersi con il proprio Spazio Sacro.
Il prossimo giorno di Ekadasi sarà il 5 gennaio per chi non l’ha fatto oggi!

RIEDUCAZIONE ALLA RESPIRAZIONE

respirazionediaframmaticaQuando si è in ansia, la respirazione è sicuramente alterata.
Il diaframma è bloccato, e l’aria non arriva verso il basso addome durante l’inspiro, così come dovrebbe essere nella respirazione corretta,  per permettere ai polmoni di espandersi e riempirsi d’aria .
Quando non si ha abbastanza ossigeno il cervello va in allarme  e il respiro accelera e diventa ancora più superficiale e corto,  limitato spesso solo alla parte alta del torace.
 Lo yoga ti offre degli strumenti semplici e pratici che puoi avere a tua disposizione in qualsiasi momento per riconnetterti con te stesso. Esistono moltissimi esercizi  per  apprendere come respirare correttamente, pratiche che sbloccano il diaframma, e che ti guidano verso una respirazione yogica competa  che utilizza addome, torace medio e alto.

Uno studio (del maggio del 2000) pubblicato sul Journal of American Medical Association, del Centro dell’Università di Boston per i Disturbi d’Ansia Correlati, ha scoperto che la lenta respirazione diaframmatica si è dimostrata utile nel ridurre l’ansia come l’imipramina del farmaco antidepressivo!

Anche se il pranayama (esercizi di  controllo ed espansione dell’energia vitale attraverso il respiro) può aiutarti davvero ad affrontare i tuoi momenti negativi,  questo non significa sospendere o interrompere qualsiasi aiuto medico o farmaco, ma semplicemente provare una via diversa senza effetti collaterali, che se praticata a lungo può diventare di beneficio per l’intero sistema corpo-mente.

Migliora la digestione ed eliminazione, aumenta la concentrazione e la consapevolezza del proprio corpo, scioglie quel  sistema di “lotta e fuga” che si attiva in risposta allo stress favorendo il rilassamento, migliora l’ energia fisica e mentale, migliora il sonno e con una pratica costante aiuta anche a relazionarsi in modo differente con la vita e i problemi quotidiani.

Prova ad osservare la tua respirazione: quando inspiri sollevi le spalle? Oppure gonfi il torace e l’addome rientra? In questo caso la tua respirazione è scorretta!
Il respiro è uno dei più potenti farmaci naturali che esista. Occorre solo imparare ad utilizzarlo!
Incontri individuali a Rio Saliceto (RE) o Carpi (MO) 
per informazioni e iscrizioni : claudiaboni.ac@gmail.com
Nota:

Ciclo di 21 meditazioni online gratuite

headerLunedi 23 Novembre è partito il nuovo ciclo di meditazioni di 21 giorni di Deepak Chopra. La meditazione, e nello specifico questo ciclo di incontri, è una possibilità concreta per iniziare a trasformare la tua vita!…. e la partecipazione è del tutto gratuita!

Quando siamo allineati al grande flusso della Vita, abbiamo la possibilità potenziale di ottenere, senza sforzo, la gioia, l’amore e l’appagamento che desideriamo

Ti suggerisco di iscriverti da oggi a questo ink in modo da non perdere le meditazioni precedenti, ogni5-6 gg vengono cancellate dal sito!
http://www.deepakchopra.it/

Bagni di guarigione sotto le stelle dal 9 al 15 settembre .

rishistarSecondo  l’astrologia vedica e tibetana, c’è un gruppo di sette stelle, chiamate le stelle  ‘Rishi’ , che ‘appaiono’ una volta l’anno,  di solito a settembre. Quest’anno (secondo l’astrologia tibetana) le stelle Rishi saranno  visibili dal 9 al 15 Settembre.

Lama Dawa Rinpoche dice che, secondo la leggenda indù, queste stelle (chiamate Sapta Rishi – sette Rishi) erano  dei grandi saggi del passato, che, dopo la loro morte,  sollevatisi nei cieli, sono diventati queste stelle. Quando sono visibili nel cielo notturno, la loro luce è detto che abbia poteri di guarigione speciali in grado di trasformare tutta l’acqua in un nettare di guarigione. In genere, i medici tibetani e i guaritori mettono fuori dalle case dei secchi d’acqua  in questo periodo, quindi utilizzano questa acqua per fare i loro farmaci. Lama Dawa ricorda come Sua Santità Matrul Rinpoche – un grande medico tibetano – facesse bollire l’acqua fino a concentrarla, quindi utilizzava questa acqua per fare le pillole a base di erbe medicinali, o anche consacrava l’acqua con mantra di guarigione.

Un altro modo di beneficiare di questa acqua curativa è quello di fare il bagno in piscine, stagni o fiumi in questo periodo. Oppure, raccogliere l’acqua in secchi e usarla per bagnarsi. L’acqua – che si tratti di oceano, fiume, torrente, o l’acqua nelle piscine, è intrisa con le qualità curative delle stelle. Questa acqua può essere usata per fare tinture di guarigione, o da abbeverare animali domestici e annaffiare le piante.  Anche l’acqua nel nostro corpo può essere ‘benedetta’ e purificata da questa speciale energia di guarigione, esponendo il  corpo al cielo notturno, quando le stelle sono visibili. Si tratta di un momento particolarmente propizio per fare pratiche come il mantra Vajra Armor, che viene utilizzato per consacrare l’acqua, o il mantra del Buddha della medicina  e offrendo delle puje.

orsa maggioreL’Astrologo occidentale, Terry Nazon, ha dato questa informazioni sulle stelle Rishi:
Sono le stelle fisse dell’Orsa Maggiore, il Grande Carro. Sono sempre visibili … ma in quel periodo di settembre quando le costellazioni tra la fine del Leone e l’inizio della Vergine si trovano proprio sopra di noi nel cielo notturno … anche queste stelle Rishi sono più vicine e visibili sopra di noi alla nostra destra.  Se si desidera “ricaricare” ​​l’ acqua, abbiate cura di metterla  dove possa ricevere la massima esposizione. Per esempio fate attenzione che nel vostro giardino non ci sia un albero che blocca l’esposizione all’Orsa Maggiore … e ricordate, siamo fatti per il 60% di acqua e nell’antica Kabbalah, il testo raccomandava di bagnare noi stessi in questo  “pioggia
planetaria”  come loro l’hanno chiamata.

31 Luglio 2015 Guru Purnima

gurupurmina“Fate che la vostra mente possa brillare come la luna in questo giorno di luna piena. Questo é possibile solo quando la vostra mente sarà completamente piena di Amore.” Sri Sathya Sai Baba

 

Il prossimo 31 luglio  è il giorno di “Guru Purnima” il giorno della luna piena. Guru Purnima significa la luna piena senza alcun difetto. Un giorno di adorazione, in cui i devoti esprimono gratitudine al loro Maestro.

La Luna rappresenta la mente. Questo giorno diventa il Purnima nel vero senso del termine solo quando la mente è piena di Amore Puro,  quando  è perfetta e in silenzio, quando fa risplendere la propria luce divina, offrendo al mondo amore e pace,  sapienza e  gioia, chiarezza e  tranquillità.

GU in sanscrito significa buio o ignoranza, e RU colui che rimuove, dissolve… Il Guru è colui che porta luce e rimuove il velo dell’ignoranza.

Il giorno di Guru Purnima è considerato un giorno particolarmente benefico per praticare, per meditare, per celebrare tutti i  Maestri, il Guru….è dedicato a mantenere la mente in perfezione e piena di luce divina.